Juventus, Marani contro tutti: “Troppi amici, manca Marotta. E da quando decidono i calciatori?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:02
Marotta
Marotta © Getty Images

La Juventus cade in casa contro il Benevento firmando la resa per lo scudetto e piombando in una situazione molto rischiosa: i motivi, secondo Matteo Marani, hanno delle radici molto precise

La figuraccia della Juventus arrivata ieri in casa contro il Benevento ha fatto ripiombare velocemente la squadra di Pirlo in una situazione complicatissima. L’uscita dalla Champions League aveva certificato un ritardo di livello importante in certe partite, ci si aspettava una reazione forte ed è arrivata a Cagliari. Peccato che la spinta si sia esaurita praticamente subito vista la prestazione a tratti disarmante, ma soprattutto il risultato durissimo che fa gioire Pippo Inzaghi e che mette inevitabilmente Pirlo sulla graticola almeno dei tifosi, visto che Paratici lo ha confermato.

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Paratici e Agnelli © Getty Images

I problemi della Juventus, però, affondano le radici a qualche anno fa e Matteo Marani ha le idee chiarissime: “Secondo me sta mancando Marotta, ci vuole rispetto dei ruoli. Paratici è il più bravo forse anche in Europa a scegliere i giocatori, discutere il suo mercato è fuori dal mondo. Ha portato Chiesa, l’ha imposto quando non lo voleva nessuno. Però l’amministratore delegato è un altro ruolo, e l’allenatore deve fare l’allenatore. Invece in questa Juve c’è troppa amicizia“. Parole decisamente forti: secondo Marani manca una figura di spessore che faccia rispettare le gerarchie e sia magari anche un po’ autoritario”. E anche con Sarri, per lui, la dirigenza non ha gestito bene la situazione: “La società ha sbagliato l’anno scorso ad ascoltare i senatori e mandare via Sarri. Non possono decidere i calciatori, è la storia della Juventus: decideva Boniperti, non i giocatori”.

Poi l’attenzione si sposta sulla prestazione col Benevento: “La Juve mi sembra una squadra svuotata, priva di elettricità. E deve darla Pirlo, però nella prima settimana libera fai questa prestazione. Io sono dispiaciuto per lui, doveva andare in Under 23 e maturare. Inzaghi ha saputo trasmettere una carica che non ha trasmesso Pirlo, ma non è colpa sua – ha detto Marani dagli studi di ‘Sky Sport’ -. È chiaro che in questo momento pesi lo storytelling sul Maestro, chiaramente ispirato dall’alto. Non vorrei che ora si scarichi tutto su Pirlo perché le responsabilità partono da lontano. Se mandi via Allegri ti serve un Guardiola, Klopp, Pochettino. Hai preso Sarri in emergenza, poi hai presentato Pirlo all’Under 23 e una settimana dopo per la prima squadra. Ma che messaggio è?”