Neppure il Napoli riesce a fermare Lozano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:40
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Lozano © Getty Images

Il Napoli è in crisi ma si gode la rinascita di Lozano: il messicano è un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno

Quando ha cercato di rialzarsi mentre la squadra crollava a picco, Hirving Lozano s’è ribellato all’inerzia della partita, convinto esistessero ancora margini per uscirne vincitori. Nel buio, lui brilla. El Chucky, come urla Gattuso dalla panchina, è stato uno dei pochi a crederci, l’unico a metterci la faccia e il piede in occasione del gol col quale aveva restituito, in parte, speranze al Napoli. Ma non ne basta uno, di combattente, per trionfare nel caos. Ne sarebbero serviti diversi, di Lozano, per conquistare la finale di Coppa Italia e qualche punto in più in campionato. Il messicano è l’unico spunto di sorrisi, la nota lieta all’indomani di una partita in cui c’è poco da salvare e molto su cui riflettere.

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Lozano Udinese Napoli
Hirving Lozano (Getty Images)

Bomber e leader: il Napoli ‘scopre’ Lozano

A vederlo ora, mentre dribbla anche gli scettici, Lozano sembra un altro, un lontano parente di quello timido e introverso dello scorso anno. Con tredici in stagione, Hirving è il più giovane giocatore attualmente in Serie A ad aver segnato così tanti gol in tutte le competizioni, un primato di cui andar fiero, costruito nelle difficoltà di un’annata che non lo ha aiutato. Lozano si esalta da solo, non è incastrato in un meccanismo tattico solido, segna grazie al suo intuito e, solo in parte, al contributo dei compagni.

I gol nascono dalla sua caparbietà e capacità di saper credere ad ogni pallone e di voler lasciare un segno, che sia evidente, all’interno di una stagione che molti, per ovvi motivi, tenderanno a dimenticare. Chi ancora si domanda come sia stata possibile una simile trasformazione, dimentica che i calciatori sono uomini e certe abitudini, quando perse, vanno ricostruite.

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Il vero Hirving: la rinascita del Chucky

L’Italia, per Lozano, era un mondo nuovo, un paese da scoprire, un campionato da esplorare. S’è preso un anno di tempo per frugare nella tattica, il messicano, vittima anche dei problemi sorti con Ancelotti, entrato in silenzio, ma con uno stipendio ingombrante, in uno spogliatoio di (vecchie) certezze, dove Insigne, Callejon e Mertens si sentivano ancora i protagonisti dell’attacco e lui, Lozano, mister 50 milioni, il potenziale erede di chi non se n’era ancora andato.

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Quest’anno, senza lo spagnolo, che era proprietario del suo ruolo, l’ex Psv ha cominciato a divertirsi, e poi ogni gol ne ha chiamato un altro, e ad ogni rete è aumentata la fiducia e ora sembra imprendibile, palla al piede, esattamente come faceva in Olanda, mentre Giuntoli prendeva appunti e li mostrava ad Ancelotti. Provate a fermarlo, se ne siete capaci: non ci è riuscito neppure questo Napoli.