Nell’ultima giornata del girone di Champions League, i bianconeri sfidano la squadra portoghese
Dopo lo scialbo pareggio per 0-0 in casa del Bruges e la pesante sconfitta contro il Napoli, la Juventus ospita il Benfica mercoledì sera nell’ultima giornata del mega girone di Champions League. Senza fare troppi calcoli, la squadra bianconera andrà a caccia di una vittoria fondamentale sia in ottica qualificazione, sia per ritrovare un minimo d’entusiasmo dopo la prima disfatta stagionale in campionato.

Di fronte, ci sarà un team che sta attraversando un momento no, sia in Europa che in Liga Portugal. Dopo la clamorosa rimonta subita in casa contro il Barcellona (4-5), le Aguias hanno preso una batosta anche in campionato, perdendo per 1-3 in casa del sempre più sorprendente Casa Pia. Passati in vantaggio grazie a un rigore di Angel Di Maria, i lusitani sono caduti sotto i colpi di Cassiano, Moreira e Livolant, ma la mano dell’allenatore avversario ha letteralmente imbrigliato lo spartito tattico di Bruno Lage.
Juve-Benfica, le mosse di Joao Pereira e del Casa Pia
Analizzando con attenzione la sfida di domenica scorsa, si può apprezzare l’ottima strategia di Joao Pereira che, dopo i primi 20 minuti, è riuscito a neutralizzare il Benfica grazie ad un pressing molto efficace sui primi portatori di palla delle Aguias, costrette a forzare e sbagliare diversi passaggi in uscita, come in occasione del provvisorio 1-1.

Nel secondo tempo, il giovane allenatore del Casa Pia è riuscito a rendere sterile il grande possesso palla degli avversari, colpendoli altre due volte in contropiede. Situazioni di gioco studiate bene, analizzando le due partite contro Sporting e Barça.
Joao Pereira e i segreti della favola Casa Pia
Il recente successo contro il Benfica è solamente l’ultima grande soddisfazione del Casa Pia in questa stagione, iniziata con la cessione record di Segovia all’Inter Miami per 2,5 milioni per il 50% del cartellino. Nonostante tre sconfitte consecutive a inizio campionato, la dirigenza ha deciso di confermare Joao Pereira che, grazie a una striscia di sette risultati utili in Primeira Liga, a 32 anni è diventato l’allenatore più giovane a piazzarsi nei primi sei posti del campionato portoghese (nei primi 10 campionati europei, nessun allenatore di 32 anni o più giovane ha raggiunto questa posizione ad oggi).

Dopo aver condotto l’Amora in vetta alla classifica della Liga 3, nel 2023/24 Pereira è riuscito a riportare l’Alverca in Serie B dopo ben 19 anni di attesa, vincendo il campionato di C con il record di punti e di gol fatti e diventando l’allenatore più giovane a vincere un campionato professionistico.
Joao Pereira, Farioli e Fabregas: gli allenatori più giovani in Europa
Nei primi otto campionati europei, solamente in Premier League (Fabian Hürzeler del Brighton ha 31 anni) e in Ligue 1 (Will Still del Lens ha qualche mese in meno), ci sono allenatori più giovani di Pereira. Con 35 anni, Francesco Farioli si piazza al quarto posto di questa speciale graduatoria, confermando anche sulla panchina dell’Ajax le sue ottime capacità.

Nato a febbraio del 1988, Claudio Giraldes del Celta Vigo supera di tre mesi Ole Werner del Werder Brema, che si posiziona davanti a Cesc Fabregas, autore di un’ottima stagione sulla panchina del Como. Sebastien Pocognoli dell’Union St. Gilloise chiude questa speciale classifica.