Dopo le dimissioni di Tudor, in pole per la Lazio c’è Baroni ma non è l’unico nome: Allegri e Sarri le suggestioni, poi la soluzione estera
La Lazio riparte da zero. Dopo le dimissioni di Sarri di due mesi e mezzo fa, ieri sono state ufficializzate quelle di Igor Tudor. Due in una manciata di settimane, per motivi di certo diametralmente opposti. Troppo grandi stavolta le divergenze sulle strategie di mercato e pure un clima non sereno nello spogliatoio. E il progetto biancoceleste quindi deve ricominciare, ma non si sa ancora con quale allenatore. E allora a Formello è tornato il toto-panchina, con i tifosi che già hanno manifestato tutta la loro rabbia per questa situazione di limbo in cui a giugno non si conosce ancora che ne sarà della Lazio.
Bisogna quindi analizzare chi sarà la prossima guida tecnica tra i nomi che circolano e a cui effettivamente la Lazio sta pensando. La pista più naturale sarebbe stata quella che portava a Vincenzo Italiano, vecchio pallino di Lotito che però si è legato già al Bologna, che giocherà la Champions. Un progetto di sicuro molto interessante. Restano così le altre soluzioni, a partire da quel Marco Baroni che non scalda la piazza laziale. L’allenatore toscano è cercato da Cagliari e Monza in particolare, dopo l’ennesimo miracolo col Verona vorrebbe la sua grande occasione, sarebbe la prima. Meritata, su questo non c’è dubbio. Baroni ha dato la sua disponibilità, mettendo anche in stand-by il Monza che infatti ha riaccelerato per Nesta. È la Lazio eventualmente a dover affondare il colpo per un colpo un po’ impopolare, ma per certi versi intriganti. Ad ora c’è lui in pole.
C’è poi l’ipotesi, la suggestione, di un ritorno di Maurizio Sarri dopo neanche tre mesi. Uno scenario complicato, va detto, per diversi motivi, ma assolutamente non da escludere. A patto che il mister abbia carta bianca per la gestione dello spogliatoio e dei cosiddetti senatori. Sarri comunque non chiude la porta, ma non è semplice.
Lazio, Baroni in pole. Paganini: “Tentativo di Lotito per Allegri”
Poi c’è la pista estera che porta a Sergio Conceicao, che da pochissimi giorni ha lasciato il Porto e in queste ore in realtà sembrava a un passo dal Marsiglia, per non dire quasi fatta. In Francia però tra ieri sera e oggi parlano di una piccola frenata dovuta proprio dall’allenatore portoghese, probabilmente a causa proprio della possibilità Lazio. È un grande ex, tifosissimo biancoceleste, in patria ha fatto molto bene e sarebbe anche un profilo gradito alla piazza. Con lui Lotito salverebbe un po’ la faccia. Il colpo ad effetto che ridarebbe entusiasmo all’ambiente è lui, Massimiliano Allegri, liberissimo dopo la risoluzione con la Juve.
Lo scenario è difficilissimo, soprattutto per i costi, andrebbe convinto a ridursi sensibilmente l’ingaggio. Quasi a dimezzarselo. Tra lui e Lotito i rapporti sono molto buoni, già nel 2014 il patron ci aveva provato prima che andasse alla Juve. Secondo il giornalista di Rai Sport Paolo Paganini, come riportato su X, il presidente della Lazio starebbe provando in queste ore a convincere Allegri ad allenare i biancocelesti. Resta comunque complicato. Poi ci sarebbe la soluzione Miroslav Klose, di cui si era già parlato per il post-Sarri. L’ex bomber tedesco non vede l’ora, ci spera da qualche tempo di allenare la Lazio. Ma non è facile ripartire da un tecnico, pur con un passato da campione e con un carisma come pochi ce ne sono, in ogni caso con pochissima esperienza: Bayern under 17 e poi esonerato dagli austriaci dell’Altach a marzo 2023. Di certo Lotito non potrà tirarla troppo per le lunghe.




















