Italia, Mancini avvisa Zaniolo e Kean: “Il tempo passa”. E annuncia un forfait pesante

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:52

Le parole del ct Roberto Mancini nel primo giorno di raduno a Coverciano in vista della doppia sfida con Inghilterra e Malta per le qualificazioni a Euro 2024

L’Italia comincia la sua avventura nelle qualificazioni a Euro 2024. In questa pausa la Nazionale di Mancini affronta due partite, di cui una decisamente affascinante. Prima di sfida Malta in trasferta, infatti, giovedì sera gli Azzurri riceveranno a Napoli l’Inghilterra di Southgate, nel remake della finale di Wembley e non solo. Una classica del calcio mondiale.

Roberto Mancini – Credits FIGC

Oggi il ct Roberto Mancini prende la parola in conferenza stampa nel primo giorno di raduno a Coverciano, che arriva al termine di un weekend molto particolare in campionato tra il derby Lazio-Roma e Inter-Juventus, con polemiche annesse.

In casa Lazio è tornato in Nazionale Alessio Romagnoli, ma nessuna chiamata per Casale e Zaccagni, su cui si è discusso per alcuni vecchi episodi. Il ct risponde così: “Casale è un giocatore che seguiamo, come seguiamo i pochi italiani che ci sono. Zaccagni sta facendo un ottimo campionato e non c’è nessuna motivazione particolare, la Nazionale è aperta a tutti e se continua così ci sarà altre volte”. Poi a Mancini viene chiesto anche di altri due giocatori molto discussi, Zaniolo e Kean: “Di italiani che segnano non ce ne sono molti. Zaniolo non è stato chiamato perché ha ripreso da poco e non è ancora al massimo della condizione, non ha ancora giocato partite intere. Lui se fa bene al Galatasaray verrà chiamato e anche Kean speriamo possa migliorare. Però è anche vero che il tempo passa, quindi la speranza è che possano capire che hanno grandi qualità e che alla Nazionale servono”.

Italia, Mancini: “Non pensavamo che Retegui dicesse sì. Chiesa out, Dimarco vediamo”

Sono tanti gli spunti di interesse in queste due partite della Nazionale. In primis la convocazione e il probabile esordio di Mateo Retegui: “Lo seguivamo da tempo, ha qualità ed è un ragazzo giovane. Non pensavamo dicesse di sì, abbiamo un po’ tergiversato e invece ha detto subito sì. La speranza è che possa essere importante, è un ragazzo sveglio e giovane”.

Roberto Mancini in conferenza su Retegui, Zaniolo, Kean, Zaccagni e Chiesa
Mancini – Credits FIGC

A Mancini viene poi chiesto se la convocazione dell’argentino Retegui, così come è stato per giocatori come Joao Pedro e Toloi, possa snaturare il concetto di Nazionale: “Io anni fa dissi che in Nazionale dovevano giocare i calciatori nati in Italia, ma non c’era ancora questo problema qui e il mondo è cambiato. Tutte le nazionali europee hanno giocatori naturalizzati da altre nazioni. Noi stessi abbiamo ragazzi che hanno fatto tutta la trafila con noi e poi sono stati presi dalla Nazionale A di altri paesi. Noi stiamo facendo la stessa cosa. È inutile parlare, in Italia ce ne sono pochi. Siamo messi peggio di Soutghate, quindi se c’è la possibilità di prendere nuovi giocatori li prendiamo”. Questo appena iniziato è anche il primo ritiro senza il compianto Gianluca Vialli: “Ne ho già parlato coi ragazzi, per noi sarà importante ricordarlo. Come se fosse qui con noi. Lui aveva i suoi spazi e non è semplice per noi, dobbiamo provare a fare bene anche per lui”.

Tornando invece a convocazioni e formazione, in dubbio c’erano anche Chiesa e Dimarco usciti per infortunio ieri sera in Inter-Juventus: “Chiesa fa un esame oggi a Torino, non credo verrà qui. Dimarco sta facendo degli esami e vedremo. Nel caso non recupererà chiameremo qualcun altro”. Poi sulla stagione delle italiane: “Nel campionato di serie A un po’ di nervosismo c’è, le partite stanno iniziando a diventare importanti, soprattutto nella lotta ad un posto Champions League. Il Napoli credo che abbia tre quarti di scudetto sulla maglia, meritatamente”.

Il tema centrale resta quello della mancanza di attaccanti: “Non ho idea del motivo per il quale vengano fuori pochi attaccanti, siamo davvero molto limitati. Ci sono gare a livello Primavera che non hanno italiani. Abbiamo tre squadre ai quarti di Champions League, ma su tre squadre gli italiani al massimo sono sette o otto. Per questo non si può parlare di rinascita del calcio italiano, ma solo dei club di Serie A. Ci sono Scamacca, Retegui e c’è Gnonto, gioca uno di questi sperando stiano bene”. Sull’assenza dai convocati di Locatelli: “È sempre stato con noi, a centrocampo siamo tanti e può capitare che non venga convocato. Quella di ieri è stata una delle sue migliori partite, deve continuare così”.

Qualcuno si è chiesto anche del motivo della convocazione di Simone Pafundi, classe 2006 che con l’Udinese gioca pochissimo: “Prima Pafundi, poi tutto il resto: questa è la mia idea quando scrivo la lista. Ha qualità incredibili, è un ragazzo che ha compiuto adesso 17 anni e la speranza è che possa giocare in Serie A e poi essere un calciatore della Nazionale per i prossimi 20 anni. Crediamo molto in lui”.