Mondiali 2022, Cristiano Ronaldo è fuori: ecco perché

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:25

Il campione portoghese, già sulla bocca di tutti, incassa la prima brutta notizia della sua avventura Mondiale

Non certo il periodo più fulgido di una pur straordinaria carriera, quello che sta vivendo nelle ultime settimane – ed in particolar modo negli ultimi giorni – Cristiano Ronaldo. Prima la famosa intervista con Piers Morgan, che ha scatenato reazioni ovunque ed anche provvedimenti di natura economica da parte dei Red Devils. Poi le accuse e controaccuse con Wayne Rooney, una leggenda dalle parti di Old Trafford. E poi il ritiro con la Nazionale portoghese. Dove non sono mancati episodi controversi.

Cristiano Ronaldo perplesso
Cristiano Ronaldo © LaPresse

Hanno fatto il giro del web sia il freddissimo saluto che gli ha riservato Bruno Fernandes, sia la ‘presa di distanza’ messa in atto da Joao Cancelo quando CR7 aveva provato a scherzare con lui. Insomma, il clima nel ritiro lusitano di Oeiras non è certo dei migliori. A livello strettamente tecnico, il fuoriclasse ex Juventus aspettava l’amichevole con la Nigeria, in programma giovedì 17, per far parlare il campo. Come fatto praticamente sempre nella sua carriera. Nulla da fare, il portoghese non giocherà contro la formazione africana.

Portogallo-Nigeria, Cristiano Ronaldo non ci sarà

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo © LaPresse

Come riferito dalla Federazione portoghese, Ronaldo non sarà del match. ‘Indisposizione di natura gastrica‘, si legge nella nota. Subito smentite indiscrezioni su presunte esclusioni per motivi di natura disciplinare o altro.

Ad ogni modo, tornando a dove avevamo iniziato, i dispiaceri non finiscono qui. Come riferito dalla stampa inglese – notizia poi battuta da tutti i media – il Manchester United ha rimosso la gigantografia di CR7 affissa fuori dall’Old Trafford. E pensare che l’immagine di Ronaldo, assieme a quella di altri numeri ‘7’ storici nella storia dei Red Devils, era stata posta solo sabato 4 novembre. Un chiaro segnale non solo della fine del rapporto lavorativo tra il club e il giocatore, ma un qualcosa che afferisce molto da vicino l’importanza della figura di quest’ultmo per la società britannica.