Allegri e quella strana sensazione: novembre è vicino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:55

Ennesima sconfitta, la seconda consecutiva, in Champions League contro il Benfica e la Juve di Allegri è fuori subito

Non inganni il risultato finale, 4-3 maturato quando il Benfica ha avuto un momento di rilassamento sul 4-1, la Juventus è uscita sconfitta senza attenuanti dallo stadio ‘da Luz’ di Lisbona e, contestualmente, dalla Champions League.

Allegri e quella strana sensazione: novembre è vicino
Allegri durante la disfatta di Lisbona ©️ LaPresse

Da ben nove anni, la squadra bianconera non cadeva così in basso nella massima competizione europea per club. Così, sfuma il primo obiettivo stagionale minimo, l’approdo agli ottavi di finale di Champions, e anche diversi milioni di euro che avrebbero portato una ventata d’aria fresca nella casse del club presieduto da Andrea Agnelli. Lo stesso che, nel frattempo, insieme ad altri componenti della società, deve fronteggiare la chiusura delle indagini della Procura di Torino per l’inchiesta sui bilanci degli ultimi anni e sulla questione stipendi sorta durante il periodo pandemico.

Dunque, una serie di problemi, dentro e fuori dal campo, che stanno minando una squadra che, bisogna dirlo, non sembra più seguire i dettami dell’allenatore Massimiliano Allegri. E non dai ieri. Non devono illudere le due vittorie consecutive ottenute in campionato contro il Torino e l’Empoli: nonostante il valore dei giocatori che vanno in campo, attenuanti a parte, il gioco non c’è e la differenza atletica con gli avversari è abissale, non solo in Europa. E sabato c’è il Lecce di Marco Baroni, una partita tutt’altro che semplice contro un avversario che ha bisogno di punti, con la vittoria che manca dal 16 settembre (2-1 sul campo della Salernitana).

Allegri e il futuro immediato: svolta a novembre
Allegri 2.0, seconda stagione alla Juve ©️ LaPresse

Allegri e il futuro immediato: svolta a novembre

Le dichiarazioni pre e post partita contro il Benfica, però, fanno passare, almeno attraverso gli schermi, l’idea che allenatore e dirigenza siano, in qualche modo, rassegnati. Una barca alla deriva senza timoniere. Allegri, a caldo, ha così parlato: “Abbiamo avuto un approccio sbagliato, sui gol presi siamo stati leggeri. C’è stata poi una bella reazione finale sul 4-1. Già nel primo tempo abbiamo avuto delle opportunità. Questa partita doveva rimanere in equilibrio. Siamo dispiaciuti di essere usciti dalla Champions. Ora pensiamo al campionato, ripartiamo dal finale di gara e cerchiamo di vincere a Lecce. Dobbiamo fare uno sforzo per rimanere attaccati al campionato”.

Da qui ai Mondiali di novembre, mancano quattro turni di Serie A, ma aleggia una strana sensazione che si evince anche da queste parole. Ripartire dal finale di gara contro il Benfica, con in campo diversi giovani e con gli avversari che avevano rallentato vistosamente i ritmi, significa aggrapparsi a tutto il possibile per salvare il salvabile in attesa della pausa forzata. E chissà che, nel frattempo, all’interno non si sia già discusso di futuro, anche immediato. Il contratto fino al 2025 da 7 milioni di euro più bonus pesa moltissimo, e ad oggi non si registra la volontà di fare passi indietro da parte di Allegri o, magari, di arrivare ad un mutuo accordo tra le parti. Ma dichiarazioni del genere, senza grinta e mordente, con sguardi persi nel vuoto, non promettono nulla di buono. Sempre che i protagonisti non sappiano già qualcosa di cui noi non siamo, per il momento, venuti a conoscenza.