Settimane contate per Allegri: rivoluzione in panchina e in campo a gennaio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:30

La Juventus riflette sul futuro a medio termine: fiducia a tempo ad Allegri, tutte le mosse dei bianconeri in vista di gennaio

Un’altra caduta, oltretutto così rovinosa, era difficile da immaginare per la Juventus, che solo una settimana fa, a Torino, aveva regolato il Maccabi Haifa per 3-1. Ma a quanto pare il fondo non era ancora stato toccato e così i bianconeri si sono sfaldati completamente in casa degli israeliani, incassando uno 0-2 che entra di diritto tra le disfatte peggiori della storia del club.

Settimane contate per Allegri: rivoluzione in panchina e in campo a gennaio
Massimiliano Allegri © LaPresse

Una sconfitta che riduce praticamente al lumicino le speranze, già prima non particolarmente numerose, di passare il turno in Champions League. Dopo nove stagioni, la Juventus potrebbe dire addio alla principale competizione per club già ai gironi, un fallimento tecnico ed economico che rischia di pesare notevolmente sul futuro del club. E che apre interrogativi e scenari ulteriormente da incubo, per quello che si è visto in campo. La Juventus, in questo momento, molto semplicemente non è una squadra ed è allo sbando. Difficile, se qualcosa non cambierà immediatamente, immaginare una ripresa, quanto meno in campionato, dove lo spazio per una risalita teoricamente ci sarebbe, ma la distanza dalle prime posizioni è già considerevole. E alle viste c’è un appuntamento non banale, quello del derby contro il Torino. Per il quale, i bianconeri si prepareranno restando in ritiro. Agnelli ha deciso di confermare Allegri sine die, fino al termine della stagione, ma le responsabilità dell’allenatore sono evidenti. Il tecnico livornese non è chiaramente l’unico colpevole, anzi, ma a lui si chiede una svolta, per evitare che la stagione prenda una piega ancora peggiore. Se nel prossimo mese, con sei giornate di campionato che porteranno alla lunga sosta per il Mondiale, la situazione dovesse rimanere quella attuale o addirittura peggiorare, non è da escludere che Allegri possa saltare per davvero.

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Settimane contate per Allegri: rivoluzione in panchina e in campo a gennaio
Massimiliano Allegri © LaPresse

Poco più di trenta giorni in cui l’allenatore si gioca tutto. La data del 13 novembre, con la sfida contro la Lazio allo Stadium che chiuderà i battenti del campionato per il 2022, può essere la deadline definitiva, a partire dalla quale tirare le somme e decidere di iniziare un nuovo ciclo. Le prime ipotesi per il dopo Allegri in panchina possono portare a Tuchel, Pochettino, Benitez. Si tratta di allenatori di spessore ed esperienza internazionale che possono provare a portare carisma e dare una svolta anche dal punto di vista del gioco. Anche se rimane sullo sfondo, a condizionare le mosse della società, il famigerato maxi-contratto di Allegri. Qualora il club non se la sentisse di corrispondere da subito un ingaggio altrettanto oneroso a un ipotetico allenatore, potrebbero riprendere piede le soluzioni ‘interne’. A cominciare da Paolo Montero, tecnico attualmente della Under 19, o Massimo Carrera, con un passato da vice di Conte e che avrebbe sicuramente la statura per essere credibile all’interno dello spogliatoio. Attenzione poi agli scenari futuribili, oltre gennaio, anche a livello dirigenziale: la Juventus segue Giuntoli e Berta come futuri ds, come raccontato da Calciomercato.it. Ma di questo, si riparlerà probabilmente più avanti.

A gennaio è già nuova Juve: dalla suggestione Milinkovic-Savic in poi, le mosse di mercato

Settimane contate per Allegri: rivoluzione in panchina e in campo a gennaio
Sergej Milinkovic-Savic © LaPresse

Sul mercato, a gennaio, qualcosa si farà di certo. La tentazione è quella di mettere mano pesantemente al portafoglio per assicurarsi un colpo top, per non rischiare di restare fuori dalle prime quattro in campionato. Un po’ come accaduto quest’anno con Vlahovic. La tentazione è Milinkovic-Savic, anche se l’ultimo annuncio di Lotito spaventa per le cifre ventilate. Più verosimile che si scelga di tamponare una situazione, al momento, fallimentare, con investimenti oculati anche economicamente, per cercare di porre rimedio ad alcune criticità in rosa. I terzini non vanno, profili come Grimaldo e Odriozola potrebbero portare forze fresche e non necessitare di esborsi eccessivi. Al centro della difesa, aiuterebbe un rinforzo di piede mancino e si potrebbe ripensare a Igor o Ndicka. Attenzione anche a suggestioni particolari per centrocampo e attacco. In mezzo, Kessie non sta entusiasmando a Barcellona e potrebbe rientrare nell’orbita della Serie A. E davanti, se Di Maria dovesse continuare a non dare garanzie, potrebbe esserci l’assalto ad Asensio.