Roma-Lecce, Mourinho difende Veretout: “Colpa mia, ma in carriera è sempre stato così…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:55

Jose Mourinho commenta la qualificazione ai quarti di Coppa Italia della Roma, ottenuta grazie al successo col Lecce, in conferenza stampa

Jose Mourinho non è molto contento della prestazione della Roma di questa sera contro il Lecce. I problemi sono stati soprattutto a centrocampo e nel primo tempo, ma con i cambi all’intervallo il match è cambiato.

Roma Lecce Mourinho
Mourinho © LaPresse

Le parole del mister portoghese in conferenza stampa: “La nota positiva di stasera è stato il secondo tempo. Nei primi 45 minuti partita povera, atteggiamento troppo rilassato, quando non sei concentrato e non hai l’adrenalina giusta anche tecnicamente diventi troppo rilassato e perdi facilmente la palla, non c’è disponibilità allo sforzo e a pressare. Nel secondo tempo squadra completamente diversa, dal primo minuto, Zaniolo prende il palo per la grande parata di Gabriel. Poi è stato controllo, due gol, grandi opportunità sbagliate“.

Sul modulo e le scelte a centrocampo: “Ho voluto far riposare Mkhitaryan e senza lui e Pellegrini non c’è nessuno che giochi da 10. Con Cristante, Oliveira e Veretout non abbiamo pressato e giocato tra le linee, ma sicuramente la colpa è mia e non di Veretout. Nel secondo tempo non ho potuto far riposare né Mkhitaryan né Zaniolo, ma la partita è cambiata subito. All’inizio non ha proprio funzionato il centrocampo, ma la colpa è mia e non di Veretout. Alcune volte Felix non sapeva se saltare il centrale o restare più aperto e abbiamo fatto i cambi“.

Roma-Lecce, Mourinho: “In carriera ho sempre avuto difficoltà a far riposare i giocatori”

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Mourinho © LaPresse

Mourinho continua: “Con la palla c’era troppo rilassamento e il problema di non avere un giocatore vicino ad Abraham. Zaniolo e Mkhitaryan lo hanno fatto nel secondo tempo, nel primo c’era un buco tra il nostro centrocampo e Abraham, con Perez e Felix aperti. Tammy era un’isola. Sul modulo ho un’idea di quello che mi piace di più, ma anche delle difficoltà che abbiamo. Partita dopo partita vedremo i giocatori più in forma, come gioca il nostro avversario e le difficoltà che possono crearci. Dobbiamo avere l’umiltà di adattarci quando dobbiamo adattarci”.

Mourinho torna anche sulla questione rosa e alternative: “L’atteggiamento e l’interpretazione potevano essere migliori, ma quando invece l’allenatore pensa, oltre alla partita, anche a far riposare giocatori la cosa non funziona bene. Ho trovato sempre difficoltà nella mia carriera nel pensare a far riposare i giocatori o nel pensare alla prossima. Zaniolo non poteva giocare troppe partite come Mkhitaryan, ho giocato con Cristante, Oliveira e Veretout insieme, nessuno dei tre era un trequartista che poteva giocare tra le linee, tutti e tre si abbassano per giocare con il pallone tra i piedi. Colpa mia, decisione mia, anche se non mi sento di aver sbagliato perché sapevo cosa poteva succedere. Ma ho pensato a domenica, a far riposare due giocatori fondamentali e senza Pellegrini non abbiamo avuto quella connessione con l’attaccante“.