Tatarusanu para lo scetticismo e si prende il Milan: Mirante in stand-by

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:51

Tatarusanu cresce di partita in partita, domenica c’è l’esame più importante, per allontanare ancor di più l’ombra di Mirante

Era il 13 ottobre quando il Milan, in fretta e furia, decideva di tesserare Antonio Mirante, dopo la tegola Maignan. Il portiere stabiese, dopo l’addio alla Roma, aveva lavorato duro per farsi trovare pronto in caso di un’importante chiamata. Al club rossonero non si può dir di no e così l’ex giallorosso si è unito alla squadra di Stefano Pioli. Fra qualche giorno sarà un mese dal suo arrivo a Milanello e sicuramente il bilancio parlerà di zero minuti giocati.

Tatarusanu para lo scetticismo e si prende il Milan: Mirante in stand-by
Tatarusanu © LaPresse

Al momento del suo arrivo in molti hanno pensato che il ritorno tra i pali sarebbe stato solo questione di tempo anche perché Tatarusanu, nel corso dell’estate, aveva dato davvero poche garanzie. Il correre ai ripari velocemente, con una trattativa lampo, non sembrava più lasciare dubbi.

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Fiducia a Tatarusanu

Tatarusanu para lo scetticismo e si prende il Milan: Mirante in stand-by
Tatarusanu © LaPresse

Ma mister Pioli e il suo staff avevano altro in mente. Dare fiducia, almeno inizialmente, ad un calciatore che ha ricoperto da sempre con serietà il suo ruolo era doveroso. Così, il 16 ottobre, per la prima senza Maignan, a scendere in campo da titolare è stato l’estremo difensore rumeno. Si presenta subendo due reti. Nella prima si fa piegare le mani da Caprari ma in pochi gli addossano grandi colpe e alla fine chiude il match con un paio di interventi che gli fanno strappare la sufficienza. Anche tre giorni dopo, contro il Porto, raccoglie il pallone in fondo alla rete e in questa circostanza non si mostra molto reattivo nell’andare giù per intercettare il tiro dalla distanza di Luis Diaz. Anche in questo caso, però, si tratta solo di un peccato veniale, perdonabile per un portiere che non giocava due partite di fila da tantissimo tempo.

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Problema di leadership

Stefano Pioli © Getty Images

Contro il Bologna sono due le reti subite. Anche in questa circostanza ha poche colpe ma la sicurezza nei suoi confronti non appare totale. Emblematiche sono le urla di Simon Kjaer nei suoi confronti. Sembra mancare di personalità nel dirigere la difesa più che nel parare. Dopo una settimana di intenso lavoro ci sarebbe la possibilità per Mirante di fare il suo esordio in rossonero. Il turno infrasettimanale, contro il Torino, sarebbe potuto essere l’occasione giusta. D’altronde non sarebbe stata vista come una bocciatura ma come semplice turnover (come fatto dalla Juventus, che ha puntato su Perin).

Ma Pioli, che conosce bene i suoi uomini, in conferenza stampa, rispondendo ad una domanda di Calciomercato.it, ha subito spazzato via ogni dubbio, dando fiducia massima al suo portiere: “Ciprian sta crescendo e sta facendo bene. Ha la mia fiducia, non c’è alcun dubbio sulla sua presenza domani”. Parole chiare, che hanno certamente dato fiducia e coraggio all’estremo difensore rumeno, che per la prima volta mantiene la porta inviolata con due interventi decisivi.

Parate decisive

Tatarusanu para lo scetticismo e si prende il Milan: Mirante in stand-by
Mirante © Getty Images

Da quel giorno l’ombra di Mirante appare sempre meno nitida e la crescita di Tatarusanu costante. A Roma è attento e sicuro negli assalti finali della squadra di Mourinho e con il Porto è il migliore in campo. Le sue parate nel primo tempo, infatti, salvano il Milan. Tatarusanu si è così guadagnato la possibilità di giocarsi il derby. Non sarà certo Mike Maignan, non avrà una personalità spiccata ma tra i pali, fino a questo momento, si è dimostrato sicuro e meritevole di ricoprire il ruolo di secondo.

Forse Antonio Mirante si aspettava una possibilità ma il portiere è un ruolo delicato, più degli altri. Il campionato è lungo e potrebbe averla in futuro ma se avesse giocato subito e avesse fatto male, il rischio di veder ‘bruciati’ due calciatori sarebbe stato davvero grande. Stefano Pioli ha dunque fatto bene a dar fiducia al suo secondo portiere, degradarlo senza averlo visto all’opera non sarebbe stato corretto. Il campo, fino ad oggi, sta dando ragione al mister e chiaramente a Tatarusanu, che non può permettersi, però, passi falsi. Fino a questo momento ha parato, respingendo lo scetticismo di tutti. Domenica c’è l’esame più importante, superarlo a pieni voti potrebbe dargli credito infinito.