CMIT TV | Superlega, Lovisa: “L’errore è averlo fatto in sordina”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:34
Lovisa Pordenone a CMIT TV
Lovisa Pordenone a CMIT TV

Mauro Lovisa presidente del Pordenone ha parlato a CMIT TV soffermandosi sulla nascita della Superlega 

Nel corso del consueto appuntamento serale con CMIT TV è intervenuto il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, che ha detto la sua sulla neonata Superlega: “È un argomento delicato. Ho visto le reazioni Fifa e Uefa, è normale che i club più importanti facciano un ragionamento e noi club più piccoli pensiamo diversamente. C’è una reazione nazionale e internazionale molto forte. Adesso si fa una reazione di pelle, romantica, poi dopo bisogna vedere cosa c’è dietro. L’errore è quello di averla fatta un po’ in sordina. Magari farla in un altro modo e con ragionamenti diversi sarebbe differente in prospettiva. Io avrei condotto in un altro modo, ma è una mia opinione. Bisogna capire poi anche perchè questi club abbiano perso circa 5 miliardi. Se vinci come il Real Madrid c’è qualcosa che non torna. Qualcosa va sicuramente rivisto”.

Per seguire e interagire in DIRETTA sulle ultime di Calciomercato ISCRIVITI al canale YouTube

LEGGI ANCHE >>> CMIT TV | Superlega, Ruffo: “È un golpe, c’è un problema etico”

LEGGI ANCHE >>> CMIT TV | Superlega, Tranquillo: “Si punta al mercato americano”

Lovisa ha proseguito: “Credo che si trovare una via di mezzo con Fifa e Uefa. Se Florentino dice che i club hanno perso 5 miliardi, va rivista la cosa. Va tutto ridimensionato. Devono essere riviste certe cifre”. 

CAMPIONATO – “Dopo aver avuto Covid e aver giocato o senza calciatori o senza allenamenti, credo che per le ultime 4 giornate saremo un po’ allineati. È il male minore. Giochiamo tutti ogni tre giorni allo stesso orario. Non ci sono scusanti, chi deve salvarsi si salverà. Ci sono troppi interessi anche lì e bisogna essere coerenti. C’è una linea di consenso e idee. Anche noi abbiamo passato un paio di mesi terribili ma tutti hanno qualcosa di cui lamentarsi. Speriamo di vincere col Pisa e chiudere la pratica”.