La grande differenza tra la Superlega e l’Eurolega del 2000

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Superlega format
Allianz Stadium Torino © Getty Images

Ci sono diverse similitudini tra la Superlega, appena sorta, e l’Eurolega di basket che nacque nel 2000 e che vanta, al momento, 11 licenze A

L’idea non è tanto distante da quella che ebbero nel 2000 i più importanti club europei di Basket. Ventuno anni dopo la nascita dell’Eurolega, ecco la Superlega. Dalla pallacanestro al calcio con la stessa idea: creare una propria competizione, indipendente, aumentando gli introiti, ottenendo milioni su milioni per resistere nel tempo, continuando a crescere.

C’è un dettaglio che respinge il paragone: l’Eurolega, a differenza della Superlega, è riconosciuta dalle federazioni nazionali. Nel calcio, le federazioni sono pronte a fare la “guerra” alla Superlega. Lo stesso Umberto Gandini, presidente della Lega Basket di Serie A, pur confermando le similitudini, ha spiegato all’Adnkronos che “le dimensioni del calcio rispetto a quella pallacanestro avrebbero comportato reazioni ben più pesanti”.

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Superlega, il calcio segue il modello pallacanestro?

La rivolta è stata forte da parte di tifosi e club esclusi, sono tutti contrati alla neonata competizione, hanno paura perché si rischia di creare una spaccatura tra ricchi e “poveri”, tra i più forti e chi, da anni, nei campionati nazionali, lotta per contrastare il potere pur non avendo le stesse possibilità economiche di sviluppo. Nel basket, lo scetticismo di quegli anni non è mai andato via, ma oggi l’Eurolega è una competizione semichiusa che appassiona tutti, alla quale partecipano i migliori club europei. Un torneo che ha aumentato il divario tra i migliori club e tutti gli altri. Il basket si è portato avanti di vent’anni rispetto al calcio.

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La nascita dell’Eurolega, nel 2000, è stata simile a quella attuale della Superlega: le leghe decisero di organizzare una propria competizione indipendente andando contro la Fiba, la federazione internazionale, organizzatrice della Coppa dei Campioni di quel periodo. Una rivolta legata, appunto, a motivi economici. L’Uleb, l’Unione Leghe Europee di Basket, fondò un torneo, allora inedito, che oggi comprende 18 club, di questi 11 fissi (per l’Italia c’è Milano) più altri ad inviti o decisi da determinati traguardi (vi partecipano, ad esempio, le vincenti del campionato tedesco e dell’ACB spagnola). Nella Superlega questo non accadrà.

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La formula, nota nel mondo del basket, è la seguente: le prime 8 della classifica disputano i playoff al meglio dei cinque incontri. Chi supera il turno vola alle Final Four. L’idea degli organizzatori, per il futuro, è quella di concedere la licenza A pluriennale, per partecipare alla Superlega, a 18 club e non solo agli attuali 11. Un modo per aumentare numero di partite e incassi. Si ragiona sempre in termini economici.