Serie A, questione stipendi | Calcagno (AIC): “Ingiusto strumentalizzare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:35
Calcagno (AIC) su contratti e prestiti calciatori in scadenza 30 giugno 2020
Umberto Calcagno

Calcagno, presidente Assocalciatori, ha parlato della questione stipendi e non solo

La Serie A fa i conti con la crisi economica e ragiona su come adeguarsi. Tra le opzioni al vaglio c’è la riduzione degli stipendi dei calciatori e, proprio su questo tema, è intervenuto Umberto Calcagno, presidente AIC: “Mi pare che anche il presidente Dal Pino abbia detto che il “salary cup” è inattuabile. Noi l’abbiamo già testato per un decennio in Serie B e non ha riequilibrato i conti delle società – spiega al ‘Corriere dello Sport’ – Il nostro calcio è rimasto un gradino indietro rispetto ai competitor europei anche perché il sistema Paese non l’ha sostenuto. Penso agli stadi e a quanto la burocrazia abbia tarpato le ali a molti progetti che avrebbero potuto aiutare le società. Oggi abbiamo club che non sono patrimonializzati, che si sono trovati impreparati ad affrontare la crisi”. Clicca qui per le news di mercato.

LEGGI ANCHE >>> Calciomercato, rottura a centrocampo: si offre alla Serie A

Il presidente ha poi affrontato la questione stipendi: “Durante il lockdown tutti i calciatori hanno fatto la loro parte. Non c’è un atleta che non abbia fatto rinunce economiche e oggi, dopo 6 mesi, siamo qui a parlare dello stesso discorso. Noi non accetteremo che il tema degli stipendi diventi lo specchietto per le allodole per non parlare dei problemi veri del calcio. Non è giusto strumentalizzare gli stipendi più del dovuto. Passata questa stagione dovremo capire chi potrà permettersi di fare calcio e chi no”.