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Conte squalificato, anche De Laurentiis perde la testa: intervengono gli avvocati

Il presidente del Napoli arrabbiatissimo per le due giornate inflitte al suo allenatore nella partita con l’Inter e sta parlando con i suoi legali

Inter-Napoli non è finita. Lo è solamente per quello che riguarda il campo, i 90 e oltre minuti della partita che ha decretato il pareggio e una distanza in classifica immutata, ma una graduatoria che si accorcia ulteriormente viste le vittorie di Juve e Roma. Ma c’è un altro capitolo che non si esaurisce, ovvero quello legato alle polemiche, la questioni arbitrali, le discussioni, e la giustizia sportiva. Antonio Conte è stato squalificato due giornate per la reazione rabbiosa al rigore assegnato all’Inter, il faccia a faccia col IV Uomo e il ‘Vergognatevi!’ verso la squadra arbitrale.

De Laurentiis (Ansafoto) – calciomercato.it

Un provvedimento verso il proprio allenatore che non è piaciuto affatto (usiamo un eufemismo) al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. A rivelarlo è ‘Il Mattino’, che racconta come il patron sia stato molto molto contrariato di questa sanzione tanto che addirittura ha intenzione di parlarne con i suoi legali. Difficile il ricorso, in quanto non sembra ci siano gli appigli tecnici necessari per pensare a uno sconto, che farebbe almeno sedere Conte in panchina all’Allianz Stadium contro la Juventus.

Quasi sicuramente non sarà così, ma resta la grande rabbia da parte di De Laurentiis per il trattamento a Conte e per la sensazione del dito puntato da parte di tutti gli organidi giustizia sportiva, sia appunto Gerardo Mastrandrea che dalla Procura Federale come conferma il referto degli ispettori che ha caricato quello dell’arbitro. Oltre a quanto visto in campo infatti, dal faccia a faccia col IV Uomo, il ‘Vergognatevi’ e il pallone scagliato, è stato aggiungo anche che “nel tunnel che adduce agli spogliatoi”, Conte ha “reiterato tale atteggiamento pronunciando frasi insultanti riguardanti gli Ufficiali di gara; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale”.

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