Michele Padovano è tornato a parlare di Juventus e lo ha fatto ai microfoni di JuveLive durante la consueta rubrica Leggende Bianconere su JuveLive.
Il centravanti torna indietro nel tempo per raccontare una serie di aneddoti davvero interessanti sul suo percorso in bianconero.

Il più curioso è quello che lo lega a Luciano Moggi e a un incontro avvenuto prima del suo acquisto. Padovano specifica che la trattativa era nata proprio dall’interesse del dirigente che lo aveva visto giocare, e bene, con la Reggiana, ma che anche conosceva le sue bizze da ragazzo giovane con voglia di divertirsi.
“Mi disse che mi avrebbe fatto un contratto giornaliero perché ero una testa di c***o, io gli dissi che sarei cambiato. A Torino trovai un ambiente così serio e compatto che decisi di mettere la testa a posto e ottenni risultati straordinari tanto che ancora oggi mi ricordano i tifosi per quanto fatto in bianconero”, dice Michele.
Poi aggiunge un particolare commovente su Gianluca Vialli: “Quando andai via fu Gianluca a spingere all’Inghilterra perché Moggi non voleva vendermi in Italia. Con lui avevo un rapporto splendido e la scelta cadde lì a Londra, abitavamo a 300 metri di distanze ci frequentavamo molto. Mi manca tantissimo e non c’è giorno che non gli dedico un pensiero. Non è stato solo leader in campo, ma con me un punto di riferimento, amico vero e anche in momenti brutti c’è sempre stato. Mi piace pensare che le persone come lui non muoiano mai e vivono per sempre”.
Chi è Michele Padovano?
Diventa importante, soprattutto per i più giovani, spiegare più da vicino chi è Michele Padovano. Oggi opinionista Sky è stato un forte attaccante tra gli anni ottanta e gli anni novanta, diventando protagonista assoluto della Serie A e non solo.

Nato a Torino il 28 agosto del 1966, cresce tra le giovanili di Barcanova e Asti TSC è arrivato al Cosenza nel 1986 dove è esploso definitivamente tra Serie C1 e B e meritandosi la chiamata nella massima categoria dal Pisa nel 1990. E poi ancora Napoli, Genoa, Reggiana e quattro stagioni giocate ad alti livelli in Serie A dove ha dimostrato di essere un calciatore che poteva fare il grande salto.
Grande salto che arriva nell’estate del 1995 proprio verso la Juventus che lo acquista per circa 7 miliardi di lire. In bianconero vince uno Scudetto, due Supercoppe italiane, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e soprattutto una Coppa dei Campioni.
In quest’ultima è decisivo quando nel ritorno dei quarti di finale contro il Real Madrid segna la rete del 2-0 che permette di ribaltare l’1-0 all’andata in Spagna, ma anche in finale quando calcia uno dei quattro rigori che regalano alla Juventus la vittoria. Una Juventus la sua che non era quella di oggi, anche se è proprio lui a dire nell’intervista che spera di vedere un futuro differente per i bianconeri. Cosa che magari qualcuno è tornato a sperare dopo l’arrivo di Spalletti.
Dopo un problema muscolare fastidioso e l’arrivo di altri calciatori come Christian Vieri, Nicola Amoruso e Alen Boksic finisce un po’ ai margini e nel 1997 viene ceduto al Crystal Palace dove però gioca poco e convive con differenti problemi fisici. Nella stagione 1999/00 va in Ligue 1 al Metz dove sembra rinato, segnando 4 gol in 9 partite, ma anche lì si ferma costretto a dover rimanere out tutto il resto della stagione.
Chiude la carriera nella stagione successiva a Como in Serie C1.




















