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La Juve ora preoccupa, ma non per la sconfitta: “È stata disintegrata”

La sconfitta pesante con il Manchester City ha generato tante perplessità, soprattutto per come è arrivata e per il futuro della stagione

La Juve cade malamente nell’ultima partita del girone contro il Manchester City di Guardiola, che vince addirittura 5-2. Un punteggio pesante, che evidenzia il dominio per larghissimi tratti della partita da parte degli inglesi, fermati tra l’altro anche dalle ottime parate di Di Gregorio. Insomma, bisogna registrare parecchio nella squadra di Tudor, che con il brutto ko con i Citizens si sono posizionati in una parte di tabellone molto dura.

A partire dagli ottavi di finale, dove se la vedrà con il Real Madrid di Xabi Alonso. Ai quarti c’è poi l’ipotesi Borussia Dortmund e in semifinale PSG o Bayern Monaco. Sarebbe bastato il pareggio ai bianconeri per finire nell’altro lato, quello dove si trova l’Inter, sfidando l‘Al Hilal di Simone Inzaghi al prossimo turno. E poi appunto magari i nerazzurri e in semifinale il Chelsea. Ma ora c’è da esaminare gli errori e la situazione generale attuale. A farlo è anche il direttore di ‘TeleLombardia’ Fabio Ravezzani che su X sottolinea: “Il 5-2 è un segnale inequivocabile per Elkann. Questa Juve ha bisogno di calciatori forti e di un tecnico molto bravo per arrivare tra le prime 4. Con un mercato al risparmio non si va lontano. Purtroppo Giuntoli ha fatto danni devastanti. E la filosofia di Comolli è pericolosa”.

Ravezzani, quanti dubbi sulla Juve: “Disintegrata tatticamente dal City. Ma ora deve spendere”

La Juve si divide tra il campo e il mercato, dovendo definire diverse operazioni anche in uscita. Saltata, almeno per il momento, quella che prevede l’addio contemporaneo di Mbangula e Weah in un unico affare, i bianconeri devono continuare a sfoltire la rosa e il monte ingaggi. Ma soprattutto lavorare in entrata, sistemando in primis attacco e difesa, con qualche colpo sugli esterni. Ravezzani continua: “Il problema della Juve non è stato perdere col City: ci sta, appartengono a due dimensioni troppo diverse. Il problema è stato perdere così: disintegrata tatticamente e sul piano tecnico. Questo preoccupa e c’è tutta una sessione di mercato per porre qualche rimedio. Spendendo”.

“Provo a spiegare cosa non mi convince della Juve. Dopo una stagione negativa si tende a cambiare in meglio. Invece arriva dirigente digiuno di calcio italiano e senza grandi successi. Conferma allenatore non di prima fascia. Si annuncia mercato di opportunità stile Moneyball”, conclude il giornalista su X. Insomma, l’impressione è che dopo un anno zero riconosciuto, alla Continassa ne stia per arrivare un altro visti gli uomini posizionati in dirigenza e anche in panchina. Ma i bianconeri non possono più permettersi prove o passi falsi.

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