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Chiesa cambia la Juve: ma c’è un problema (irrisolto) con Allegri

Federico Chiesa lancia segnali ad Allegri per il finale di stagione. C’è un equivoco tattico che il mister bianconero deve risolvere sul numero sette

Oltre a Gatti e Perin la buona notizia del giovedì di coppa contro lo Sporting per Massimiliano Allegri arriva da Federico Chiesa, tornato a giocare una gara intera dopo quasi due mesi.

L’ultima volta era successo sempre in Europa League con il Nantes, quando il numero 7 aveva completato il tridente offensivo insieme a Di Maria e Vlahovic, servendo l’assist del vantaggio all’amico serbo. Tonico e vivace, soprattutto con il passare dei minuti: gli strappi di Chiesa hanno fatto male alla difesa dello Sporting nel secondo tempo e spinto la ‘Vecchia Signora’ verso un preziosissimo successo. L’attaccante bianconero ha alzato le marce del motore con l’ingresso in campo di Fagioli e il cambio di modulo, approfittando anche del ritorno di Rabiot sul centrosinistra a coprirgli le spalle. In precedenza con il 3-4-2-1, agendo insieme a Di Maria sulla trequarti, il nazionale azzurro aveva faticato a trovare la giusta posizione in campo per incidere e far male alla difesa portoghese. A registro una conclusione ravvicinata dopo una magia di tacco, ma anche diversi palloni persi e una connessione con il ‘Fideo’ ancora da oleare.

Juventus, da Allegri a Di Maria: Chiesa fuori dal villaggio

Chiesa e Di Maria hanno giocato troppo poco insieme, con Allegri che ha preferito alternarli nel ruolo di mezza punta alle spalle del centravanti di riferimento. I due sono stati uno alternativo all’altro e spesso solo a partita in corso sono scesi in campo contemporaneamente. Il numero sette ha totalizzato finora 20 presenze (meno di 800 minuti complessivi con 2 gol e 4 assist all’attivo), soltanto cinque partendo da titolare dopo il rientro a novembre dal lungo stop per l’operazione al ginocchio.

Il numero sette spesso e volentieri ha agito tutto largo a sinistra da vice Kostic, in una versione decisamente più offensiva rispetto al ‘soldatino’ serbo. Su Chiesa, nelle alchimie tattiche di Allegri, continua però a esserci un equivoco tattico: l’allenatore toscano lo considera una punta fin dal suo ritorno sulla panchina dell’Allianz Stadium, impiegandolo però in diverse occasioni da quinto di centrocampo come avveniva nella gestione precedente con Pirlo. Al netto del grave infortunio al crociato, il classe ’97 stenta a trovare continuità di rendimento per la mancanza di un ruolo ben definito e probabilmente fin troppo ibrido. “Federico non si deve accontentare, ha dei margini di miglioramento dentro la partita e qualità difficili da trovare negli altri giocatori“, chiosa Allegri alla vigilia della trasferta di Sassuolo. Il mister livornese pungola Chiesa, consapevole dell’importanza nello scacchiere bianconero del suo gioiello: l’obiettivo è rimetterlo al centro del villaggio per un finale di stagione che si preannuncia infuocato per la ‘Vecchia Signora’.

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