Giacomo Raspadori a ruota libera sullo scudetto, la ‘sua’ Inter, l’Argentina e il futuro in Nazionale
Con campionato di Serie A che ripartirà il 4 gennaio, riprenderà anche la caccia alla squadra che fino ad ora ha sostanzialmente dominato. Il Napoli di Spalletti ha giocato una prima metà di stagione clamorosa, su tutti i fronti. Gli azzurri sono riusciti ad accumulare già 8 punti di vantaggio sulla seconda dopo appena 15 partite. E in Champions League hanno cannibalizzato il girone con Ajax e Liverpool finendo al primo posto.

Una dimostrazione di forza dopo l’altra grazie a tutta la rosa, compreso Giacomo Raspadori. L’ex Sassuolo è diventato importantissimo pur non essendo un titolare fisso, ma anche in nelle amichevoli invernali ha confermato la grande crescita. Il giovane attaccante della Nazionale ha parlato a ‘Il Corriere dello Sport’: “Sogno, ma non troppo. A questa età è anche legittimo lasciarsi andare un attimo, seppur con moderazione. Napoli è stata una mia scelta precisa, sollecitato da ciò che mi dicevano Giuntoli e Spalletti”. Poi sull’Europeo vinto: “Qualcosa di inimmaginabile. La forza di un gruppo fantastico, come questo del Napoli. Una sintonia che ha rappresentato la forza e un ct, Mancini, che ha saputo osare. Mondiale? La ferita è ancora aperta, non si è rimarginata, anche se adesso è tutto finito. Ma durante questo mese, mentre vedevo le partite degli altri, la sofferenza l’avvertivo”.
Raspadori e lo scudetto: “Inter? No, mi fa più paura il Milan”

Il discorso non può finire poi sulla questione scudetto, che a Napoli viene trattata a volte come tabù altre come sogno realizzabile: “Sarei un bugiardo se fingessi distacco. Ma non è un’ossessione. È l’obiettivo per il quale lavoriamo, ma senza stress. Però ci credo: per conquistarlo servirà l’impegno di questi tre mesi e la capacità di dimostrare che l’abbiamo meritato. Le qualità del Napoli, finora, sono emerse. Non ci poniamo limiti ma non abbiamo presunzione”. Bisognerà superare le concorrenti, tra cui l’Inter per cui Raspadori faceva il tifo: “Mio fratello maggiore tifava Milan e io misi il derby dentro casa. Sarà difficile, inevitabilmente, ma ci sono anche il Milan, che mi sembra quella maggiormente in grado di farci paura, e la Juventus, che sta tornando. Quegli otto punti ci mettono in condizione privilegiata, sempre meglio stare avanti che inseguire, ma è chiaro che non ci può sentire al sicuro. Il campionato comincia adesso, però noi abbiamo otto punti di vantaggio”.
A far preoccupare di più il Napoli e Raspadori non è quindi l’Inter, ma il Milan e la Juventus. Poi sulla concorrenza di Osimhen: “È la dura legge dei grandi club, va in campo chi merita e chi sta fuori cerca di afferrare le occasioni che capitano. È la sana concorrenza, forse pure uno dei segreti per migliorarsi”. Infine il Mondiale: “Sarebbe stata un’ingiustizia se nella carriera di Messi e nella sua bacheca non ci fosse stato un Mondiale. Stiamo parlando d’un fenomeno. Io e i miei coetanei siamo venuti su, ovviamente, nel mito di Leo e stavolta la sorte ha riparato ad un errore”. Ora è pronto per prendersi il ruolo di centravanti della Nazionale: “I 35 gol di Riva sono inarrivabili, ma non so perché. Forse, mi viene da pensare, una concorrenza spietata nei decenni, che ha sottratto la possibilità ai vari pretendenti di poter avere una continuità nel rendimento. Certo, riflettendo: trentacinque gol in quarantadue partite…”
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