Roma, è il momento di capire se Mourinho farà scattare la fase 2

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05

Dopo la sconfitta nel derby, oggi la Roma di Mourinho è attesa da un banco di prova importante in casa del Sassuolo

Se a Trigoria è scattata la Fase 2 dell’era Mourinho si inizierà a capire probabilmente da questa sera al Mapei di Reggio Emilia. C’è una sommessa convinzione, fin qui non esplicitata in modo chiaro ma sostenuta da qualche timida corrente di pensiero, in base alla quale il tecnico portoghese – in una versione “umanizzata” evidentemente poco nota ai più – abbia sentito la necessità di pagare un debito di riconoscenza verso chi, con lui, ha costruito il percorso virtuoso che ha portato ad alzare la Conference League. Poi c’è anche una fetta di opinione pubblica e di critica che magari si lascia scappare dai denti il fatto che la squadra giallorossa sia scheletricamente costruita su un blocco azzurro evidentemente poco premiato (eufemismo) dalle vicende mondiali. E pertanto, forse, da poter discutere poco più di quanto invece non si faccia.

Roma, Mourinho fa scattare la fase 2
José Mourinho ©LaPresse

Mancini (che Mourinho ha giustamente “protetto” in conferenza stampa ieri) mostra sempre quella esuberanza fisica e mentale nell’approccio difensivo che gli costa cartellini gialli (forse meno di un anno fa, ma sempre “invalidanti” per la squadra) e forse non corrisponde al suo stato e alle sue qualità reali. Spinazzola (e questo si sapeva) paga un infortunio importate e, in attesa di capire quando tornerà ad essere la “Spina” di prima, soffre. Cristante sotto pressione e in un ruolo poco suo e non ben assemblato con Matic, è vero che ha presenza fisica e dedizione, ma sull’irrinunciabilità forse si inizia a dubitare: solo al derby (e non è stata l’unica volta) gli è capitato di consegnare ai giocatori della Lazio tre palloni velenosi. Avanti. Pellegrini – per emergenze varie di reparto – galleggia su due linee di pensiero e di azione che non destabilizzano il calciatore, ma tolgono efficacia all’azione offensiva della Roma, lì dove la squadra sta pagando di più: il capitano non è quello della passata stagione, si è protetto (in questo caso lui, da solo) dall’idea della fragilità muscolare che ieri Mourinho ha rilanciato e forse, con il senno di poi, ha fatto male.

Sassuolo-Roma e le risposte di Mourinho

Roma, Mourinho prepara la fase 2
José Mourinho ©LaPresse

E’ vero, verissimo, che ha giocato due mesi con problemi mascherati, fino a spezzare un equilibrio tirato troppo. Belotti finora non è pervenuto (e la cosa comincia ad allarmare), mentre Zaniolo (l’azzurro “punito” in odore di perdono del ct insieme a Zaccagni) è pervenuto a fasi troppo alterne e discontinue. Ora la conferenza di ieri sembra aver aperto uno spartiacque. Anche in questo caso (come per Mancini) Mourinho ha prima protetto i giocatori e poi ha ammesso che ci vuole più ambizione e che qualcuno avrebbe dovuto fare un salto in avanti che invece è mancato. Certo, da qualche parte il portoghese può intervenire e correggere: dietro ci sono Celik e Viña, in mezzo Camara e Bove (a proposito, che fine ha fatto nella gerarchia delle scelte il ragazzo decantato nella scorsa stagione?), davanti c’è Shomurodov.

Poi ci sono i giovani: l’emergenza di un anno fa portò Zalewski, questa sta facendo emergere Volpato. Ci sono Tahirovic e Faticanti. Insomma, tanta altra Roma che verrà costretta dagli eventi ad “essere” da subito. Il messaggio di Mou, ieri sembra essere quello dell’ultimo avvertimento ai naviganti: poi la sosta, il Mondiale e Roma nuova, con Solbakken e magari, a fine gennaio inizio febbraio, anche Wijnaldum.