Domiciliari respinti e rischio processo: plusvalenze Juve, cosa sta succedendo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:04

Gli arresti domiciliari respinti per Agnelli e il rischio processo: tutti gli ultimi aggiornamenti sul caso plusvalenze

Nella giornata di ieri la Procura di Torino ha notificato ai membri del Cda della Juventus l’avviso di conclusione delle indagini preliminari relative al caso plusvalenze.

Domiciliari respinti e rischio processo: plusvalenze Juve, cosa sta succedendo
La dirigenza della Juventus, Andrea Agnelli, Federico Cherubini e Maurizio Arrivabene © LaPresse

L’accusa sostiene che ci sarebbe stata un’alterazione dei bilanci tramite “un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale”. Inoltre, gli inquirenti ritengono che le operazioni di scambio siano state portate a termine con “valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario”, per “far fronte alle necessità di bilancio del momento”. Sempre secondo gli inquirenti tali operazioni sono ritenute “fittizie, anche alla luce del contenuto di conversazioni registrate nel corso delle indagini”. Ma non solo. La Procura, infatti, ha “depositato al Giudice delle Indagini Preliminari richiesta per l’applicazione di misure cautelari personali (per alcuni indagati) e reali e che tale richiesta sia stata rigettata in data 12 ottobre 2022, avendo il Giudice ritenuto l’assenza di esigenze cautelari. Avverso l’ordinanza di rigetto è stato depositato appello”. La misura richiesta, e rigettata, erano gli arresti domiciliari per il presidente bianconero Andrea Agnelli.

Juventus, tutti gli aggiornamenti sul caso plusvalenze

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Andrea Agnelli, presidente della Juventus © LaPresse

Secondo l’accusa “il quadro probatorio acquisito consente di delineare una attività di alterazione delle poste di bilancio (e quindi dei risultati di esercizio) quale conseguenza, in primo luogo, di un anomalo ricorso ad operazioni di scambio dei diritti alle prestazioni sportive di un elevato numero di atleti, operazioni, per altro, nel complesso distoniche nel panorama nazionale, (…) concluse a valori stabiliti dalle parti in modo arbitrario e con lo scopo di far fronte alle necessità di bilancio: tali operazioni sono state ritenute fittizie, anche alla luce del contenuto di conversazioni registrate nel corso delle indagini”. Sono 16 gli indagati, tra cui la società Juventus, il presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved, l’ex dirigente Fabio Paratici e l’attuale ad (ma da tempo membro del Cda) Maurizio Arrivabene. Si attendono ora nuovi aggiornamenti.