Roma, Mourinho attacca: “I ‘fenomeni’ dicevano che non si poteva”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30

Il tecnico della Roma in vista del match contro il Betis presenta la sfida e attacca quelli che definisce ‘fenomeni’

Quella di domani sera sarà già una sfida fondamentale per il cammino della Roma in Europa League. La squadra di Mourinho infatti dopo aver perso all’esordio contro il Ludogorets e vinto contro l’Helsinki, si trova ad affrontare l’attuale capolista del girone il Real Betis, che attualmente è a punteggio pieno.

José Mourinho, allenatore della Roma © LaPresse

Per il tecnico giallorosso la partita di domani sarà ancora più speciale, visto che vincendo andrebbe a superare Sir Alex Ferguson come numero di vittorie in campo europeo, arrivando a 107 vittorie e diventando il tecnico più vincente di sempre nelle competizioni europee. Nella consueta conferenza stampa prepartita il tecnico José Mourinho ha analizzato il match:

Sulle condizioni di Dybala: “Paulo gioca, sta bene. La difficoltà è quella di giocare contro una squadra con grande qualità, con un grande allenatore. Una squadra che ha vinto, e non è facile farlo in Spagna se non sei una delle tre squadre top. Hanno giocatori esperti, delle Nazionali. Partita difficile però anche contro loro. Saremo undici contro undici più 60 mila. Anche a Siviglia lo stadio è fantastico per come appoggia la squadra. Mi fido dei miei giocatori e degli altri 60 mila.

La posizione di Zalewski : “Può giocare ovunque, la formazione la conoscete meglio di me. Però si è trasformato in questo giocatore, è bravo. In una nazionale di livello alto gioca in questa posizione, si sente bene ed è un giocatore molto importante in campo e in panchina”.

Roma, dal record di Ferguson all’attacco ai ‘fenomeni’

José Mourinho, allenatore della Roma © LaPresse

Vittoria e record Ferguson: “Non è uno stimolo in più, sono orgoglioso delle 106 vittorie, ma quando arriva la 107 sarò comunque orgoglioso della mia carriera. Questa è una cosa a cui penserò a fine carriera, che avrò altre cose a cui pensare e ricordare. La prossima da vincere è quella di domani, ma non è con questa cosa di raggiungere Ferguson che voglio vincere, ma perché abbiamo bisogno di punti”.

Abraham e Belotti insieme: “Possono giocare insieme, non è un problema. Gli allenatori devono trovare il modo di far giocare i giocatori insieme. Per fare un esempio, all’inizio per molti di voi, per i ‘fenomeni’ che parlano in radio e non vengono qui, era impossibile che giocassero Zaniolo, Dybala, Pellegrini e Abraham insieme. Quando lo abbiamo fatto ha funzionato bene. Belotti e Tammy sono due giocatori bravi, giocare insieme è una questione per noi allenatori di trovare il modo di farlo. Non voglio dire chi gioca domani”.

Zaniolo: “È un giocatore che preoccupa gli avversari, non c’è dubbio. Non è egoista, il suo modo di giocare ogni tanto gli fa prendere decisioni individuali, ma non è egoista. Non risparmia le energie, non pensa a sé stesso, lavora tanto per la squadra, è normale che non segni 20 gol a stagione. Ma non mi stancherò mai di ripetere che è importante, se segna di meno o di più non mi preoccupa. Ha segnato di più in Europa? Forse in Serie A le squadre hanno un livello superiore della Conference e dell’Europa League. Betis e Leaicester sono di livello altissimo, ma altre meno”.

Crescita mentale nei big match: ” I quattro punti presi con Inter e Juventus, paragonandoli all’anno scorso, paragonandoli con Atalanta e Udine sono quattro per quattro. In modo pragmatico non abbiamo guadagnato o perso niente. Dal punto di vista emozionale è importante arrivare a fare risultato in queste partite. Con l’Atalanta è stata una partita in cui hai perso ma sei stato superiore. Con l’Inter potevamo vincere o perdere, ma dovevamo uscire a testa alta.

Partita seguita lontano dal campo: Non l’ho vista sul pullman. Perché a San Siro si va sotto. Era un bel van. Mi piace sentire il rumore dello stadio, si capiva quando era gol loro quando era nostro. Si sentiva qualsiasi cosa. Sul van si soffre di più”.

Condizioni Pellegrini: “Pellegrini vediamo. A volte sapete più di me, ma ancora ci dobbiamo allenare, dobbiamo sentire anche lui. Sa che la partita è fondamentale per noi, lo conosco bene, so che se dice no è perché non ci sono possibilità. Con lui non c’è perdita di tempo, aspetto lui più che aspettare i medici, la sua parola per me decide tutto”.