Erede di Allegri, spunta la proposta ufficiale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:04

Juventus, la panchina di Allegri sempre più in bilico: spunta una proposta ufficiale per l’erede dell’allenatore toscano

Dopo l’addio allo Shakhtar Donetsk, Roberto De Zerbi continuerà ad allenare all’estero. Il tecnico italiano è infatti il nuovo allenatore del Brighton. Il club inglese ha scelto lui dopo che il Chelsea aveva pagato la clausola per Graham Potter, scegliendolo come erede dell’esonerato Thomas Tuchel.

Juventus, Nicolini ha proposto De Zerbi come erede di Allegri
Massimiliano Allegri ©LaPresse

Un gioco di incastri che ha portato quindi l’allenatore italiano ad affrontare una nuova avventura in un club ambizioso nel campionato probabilmente più importante del mondo. Per De Zerbi però si era parlato anche di un possibile ritorno in Italia. In particolare per quanto riguarda la Juventus, vista anche la situazione legata a Massimiliano Allegri. I bianconeri sono ultimi nel girone di Champions League e in campionato hanno 7 punti di svantaggio da Atalanta e Napoli. Al momento la situazione è molto calda, ma di certo De Zerbi non sarà l’eventuale erede di Allegri nel caso in cui la dirigenza bianconera dovesse decidere di cambiare guida tecnica.

Juve, Nicolini rivela: “Ho proposto De Zerbi ai bianconeri”

L’allenatore bresciano ex Sassuolo era stato però proposto alla Juve. Lo ha rivelato il direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, Carlo Nicolini, intervistato da ‘1 Station Radio’: “Se ci sono stati sondaggi da parte di club italiani per Roberto? Non c’è stata nessuna richiesta ufficiale. Ho proposto De Zerbi anche alla Juventus. Poi è arrivato il Brighton con il suo progetto. Penso che i bianconeri abbiano perso una grande opportunità. Sarebbe stato il momento giusto di ingaggiare Roberto e portarlo a Torino”.

Nicolini ha proposto De Zerbi alla Juventus
Roberto De Zerbi ©LaPresse

Nicolini infatti ha lavorato con De Zerbi in Ucraina e conosce molto bene l’allenatore: “La scelta di andare in Premier? Roberto si è comportato da uomo e da grande professionista. Abbiamo lasciato l’Ucraina dopo che tutti i brasiliani se n’erano andati. Abbiamo trovato un accordo comune per consentirgli di prendere altre decisioni. Per noi è stato un grande dispiacere, credevamo molto nelle sue idee”.