Kjaer avverte Leao e Tonali: “Devono crescere. Ecco cosa mi aspetto da Origi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:10

Le parole da vero leader di Simon Kjaer. Il difensore parlare dei compagni di squadra: da Tonali a Leao, passando per Origi e Bennacer. Ecco le sue dichiarazioni

Lunga intervista rilasciata da Simon Kjaer a SportWeek. Il difensore dopo il brutto infortunio, che lo ha tenuto fuori dai campi per più di metà stagione, è pronto a tornare.

Kjaer leader del Milan: le sue parole
Simon Kjaer ©LaPresse

Contro il Marsiglia sono arrivati i primi minuti ma non bisognerà forzare per non rischiare nuovi stop. Il suo rientro sarà graduale ma ciò che conta è che Stefano Pioli abbia riabbracciato il suo leader: “Il Milan è davvero una famiglia e io voglio bene a tutti – afferma Kjaer -. So di aver dato tanto, ho giocato solo 11 partite ma lo scudetto lo sento mio. In campo posso essere anche cattivo con le parole ma fuori cercato di capire come posso aiutare un giovane”.

Kjaer avverte i giovani. Bisogna sudare ancora tanto: “Daniel Maldini mi è sembrato più pronto. Spero che lo possa dimostrare allo Spezia. Leao e Tonali? Voglio vederli quest’anno: non sono più ragazzi, devono crescere enormemente. Quello che hanno fatto l’anno scorso non basta più. Leao non può più permettersi partite in cui si vede poco: deve essere decisivo sempre. Se riesce a fare questo salto può essere uno dei top cinque al mondo. Origi? Adesso mi aspetto un campione che fa la differenza perché ha tutto per esserlo, velocità, fisico e piedi. Anche Bennacer deve crescere, ritagliandosi un ruolo importante”.

Milan, Kjaer: “Voglio giocare il derby! Scudetto? Avversarie aggressive”

Kjaer leader del Milan: le sue parole
Simon Kjaer ©LaPresse

Kalulu? “Ha fatto una stagione fantastica – prosegue Kjaer -. Dal mio punto di vista non è un rivale. Se sto bene, c’è solo uno che può decidere, Pioli. So che quest’anno non farò 45 partite. Ci saranno occasioni per tutti, voglio giocare. Quando ci sarà il derby voglio giocare”

Dietro a Inter e Juve – “Capisco chi lo dice, le avversarie sono state aggressive sul mercato. A 10 partite dalla fine nessuno credeva nel nostro scudetto. Noi possiamo ancora crescere, nessuno qui ha finito di farlo”