Mourinho pronto per la finale: “Dobbiamo scrivere la storia. Le condizioni di Mkhitaryan”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

Fari puntati su Tirana dove domani sera si giocherà la finalissima di Conference League tra Roma e Feyenoord. Oggi la conferenza stampa di Josè Mourinho 

Archiviato il finale di campionato la Roma di Josè Mourinho si tuffa anima e corpo sulla finale di Conference League, ultimo atto della neonata terza competizione europea che vedrà i giallorossi contrapposti al Feyenoord. A presentare la sfida di Tirana ci pensa Josè Mourinho nella consueta conferenza stampa della vigilia. Seguila live con noi.

Mourinho in conferenza
Mourinho in conferenza

FINALE – “Siamo arrivati alla fine del percorso di questa stagione con due finali da giocare nello spazio di 4 giorni. La prima ci dava quello che avevamo sin dal primo giorno come obiettivo e ci siamo riusciti. Si poteva semplicemente raggiungere un obiettivo senza scrivere la storia. Questa finale di domani invece è storia che abbiamo già scritto arrivandoci, ma ovviamente quando arrivi qui devi fare tutto il possibile per scrivere la vera storia vincendo la partita”.

MKHITARYAN – “Io e il mio staff siamo da venerdì sera insieme a Trigoria senza tornare a casa. I calciatori stanno molto bene, vedo la squadra concentrata ma anche con la gioia. Mkhitaryan si è allenato oggi per la prima volta con la squadra in una sessione breve, senza nessun tipo di significato per la finale. Per lui però era importante per avere il feeling. Mi fido di lui, conosce bene il suo corpo e ha tanta esperienza. Mi ha detto che si sente bene ed è a disposizione per giocare”. 

Mourinho ha proseguito: “Contenere l’euforia? Lo abbiamo fatto a Torino, non c’è bisogno di tensione extra. L’unico motivo per cui esiste questo sentimento pro-Roma è perché abbiamo un giocatore albanese. Se la Roma vince un albanese vince la coppa e questo ha un significato. Quando arrivi all’ultima partita della stagione il lavoro è fatto. La leadership non è una cosa che si possa mettere sul tavolo. Tutto fa parte di un processo e domani è il giorno dei giocatori dove noi allenatori proviamo ad aiutare e leggere la partita ma il lavoro è fatto. Fino a domani non c’è nient’altro nella mia testa. L’esperienza non aiuta. Il mio modo di sentirla è uguale alla prima finale. Non cambia anche 20 anni dopo. Kumbulla? Ha imparato tanto e l’anno prossimo sarà con noi”.

ZALEWSKI – “Un anno fa giocava in Primavera. Questi sei mesi molto importanti per la sua carriera. La sua posizione può essere qualsiasi. Quando hai 20 anni e hai la possibilità di giocare, difensore o attaccante devi giocare”.

SPINAZZOLA – “Non è un premio, è un giocatore disponibile per domani. Gli mancava tornare e avere minuti. Giocare 75 minuti come col Torino è diverso da 7/8 con la Fiorentina”.