CM.IT | Parigi e il tempo della rivoluzione tra Zidane, Thiago Motta, Conte e Low

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:15

Il PSG è al lavoro per aprire un nuovo ciclo: Conte, Thiago Motta, Zidane e Low i nomi per la panchina. Le ultime di Calciomercato.it

Mbappé stapperà la crisi del Psg, in qualche modo la renderà ufficiale e conclamata, perché perdere il centravanti dopo che Haaland si è già piazzato al City verrà letto per la piazza come un segno di debolezza che la rimonta di posizioni dell’ultimo mese, rispetto al futuro del bomber francese, acuirà addirittura nella percezione della tifoseria.

CM.IT - Mbappé ha deciso: arriva l'annuncio UFFICIALE
Kylian Mbappé @LaPresse

Una delusione doppia, in un certo senso, dopo aver lo perso, aver creduto di poterlo recuperare e vederlo partire definitivamente. La sensazione è che prima di un mercato all’altezza serva una scelta autorevole per la guida tecnica della squadra, visto che il percorso di Pochettino si esaurirà dopo questa stagione.

Da questo punto di vista il tempo delle scelte non è ancora maturo, ma di nomi ne sono circolati e di recente c’era stata una spinta forte verso la candidatura di Antonio Conte, che resta sicuramente viva. Lo scenario operò potrebbe cambiare proprio perché adesso sembra che ci sia bisogno di una figura che crei con la piazza un grande processo di identificazione, che è quello di cui la tifoseria parigina potrebbe avere più bisogno per ri-innamorarsi del progetto Psg.

Da quando è finito il sogno Champions un nome è stato fatto, senza mai pronunciarlo ad alta voce, proprio per non creare illusioni: è quello di Zinedine Zidane, che sembra però in parola con la Francia per assumere il timone di CT subito dopo il Mondiale in Qatar a fine anno. Da questo punto di vista sarebbe anche scattati sondaggi incrociati per capire quanto fosse possibile inserirsi e quatto Zidane fosse disposto ad ascoltare. I contatti continueranno nel silenzio e nella riservatezza più totale, dando voce a questa ipotesi solo se ne ravviseranno i margini per realizzare fino a compimento il percorso per portare Zidane sulla panchina del Paris Saint Germain.

CM.IT | Non solo Conte e Zidane, per la panchina del PSG ci sono anche Low e Thiago Motta

CM.IT | Parigi e il tempo della rivoluzione tra Zidane, Thiago Motta, Conte e Low
Antonio Conte @LaPresse

C’è anche una candidatura Loew, al momento più debole, ma da tenere sempre in considerazione. Se però il tasto su cui spingere è quello della identificazione con la città e l’ambente, ecco tornare una candidatura su cui Calciomercato.it ha acceso i riflettori da un paio di mesi: parliamo di Thiago Motta, che ha appena salvato ufficialmente lo Spezia in Serie A, l’impresa più complessa del campionato italiano stando al tasso tecnico della squadra ligure. E pensare che il tecnico brasiliano con passaporto italiano stava per patire una improvvida bocciatura da parte della dirigenza dello Spezia, dal momento che a fine anno era finito ad un passo dall’esonero. Alla fine il lavoro ha premiato.

Bene, Thiago Motta è un simbolo pulito, vincente e competente per la tifoseria del Paris, ha iniziato la sua carriera di tecnico, appena lasciato il campo, proprio nelle giovanili del club transalpino. In Italia è molto difficile pensare che resti allo Spezia, presto vedrà la proprietà e lo scenario potrebbe cambiare solo se gli affidasse le chiavi tecniche del club. Intanto Torino, Verona e Bologna (se anche Mihajlovic decidesse di chiudere la sua storia con il club rossoblù) sono società che guardano a Motta con interesse. Ma la luce su Parigi va tenuta sempre accesa, soprattutto se la filosofia di lavoro al Psg cambiasse coinvolgendo di più anche i giovani fatti in casa. Motta potrebbe essere l’artefice di una ricostruzione per portare il club in una nuova era dove pensare di vincere anche “creando” il talento e non solo mettendo in fila le star.

Non si sa se sia maturo il tempo per questo cambio di rotta. Ma come sa qui abbiamo detto più volte, si sa che il filo tra Thiago Motta e Parigi non si è mai spezzato e il tempo per riannodarlo, prima o poi arriverà.

Giorgio Alesse