Marotta, la verità su Allegri-Inter e Ronaldo: “Giudizi a 360 gradi”

Lunga intervista dell’ad dell’Inter, Beppe Marotta, che racconta aneddoti, in particolare sui trascorsi con Allegri e Cristiano Ronaldo

Un lungo racconto della sua carriera, ricca di soddisfazioni, con retroscena e ricordi di ogni genere. Beppe Marotta, ad dell’Inter, nel programma di DAZN ‘Masterclass’ ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti, legate al recente passato ma non solo.

Marotta, la verità su Allegri-Inter e Ronaldo: "Giudizi a 360 gradi"
Beppe Marotta © LaPresse

Degno di nota, in particolare, il retroscena sull’arrivo di Simone Inzaghi in nerazzurro, lo scorso anno. “Avevamo avuto un contatto con Allegri prima di prendere lui – ha spiegato – Non immaginavamo ci fosse la disponibilità di Simone a venire, sapevamo che fosse a un passo dal rinnovo con la Lazio. Poi è cambiato tutto. Io e Ausilio lo abbiamo chiamato non sapendo fosse a cena con Lotito e lo abbiamo messo un po’ in imbarazzo…”. Marotta ritorna anche sull’affare Cristiano Ronaldo ai tempi della Juventus, con una smentita: “E’ davvero una leggenda che io mi sia opposto e che abbia avuto dei contrasti per quella operazione. I giudizi vanno fatti a 360 gradi, è giusto che ci sia una contrapposizione di opinioni”. Su un ritorno alla Juventus che era stato ventilato, altra smentita: “Non c’è mai stato niente di concreto. Ma con Agnelli i rapporti sono rimasti ottimi”.

A Marotta viene chiesto anche quale sia il calciatore a cui voglia più bene: “Cassano – nonostante adesso i rapporti siano un po’ più tesi – è un ragazzo a cui ho voluto bene perché ho conosciuto, e tutti lo sanno, la sua storia. Il fatto di essere arrivato, salendo su un palcoscenico importante, nonostante le avversità della vita, depone come di un ragazzo che per perseveranza è riuscito ad arrivare in alto e quello mi ha legato e mi ha affascinato”.

Marotta a 360 gradi: dal miglior colpo ai suoi sogni

Marotta a 360 gradi: dal miglior colpo ai suoi sogni
Marotta © LaPresse

Ma tornando al sodo, il dirigente dell’Inter non ha dubbi su quale sia stato il gol più importante: “Sicuramente se guardiamo per dire, quello più determinante è quello di Sanchez. Fai goal: vinci. Poi il resto è un insieme, magari hai vinto delle finali, ma il risultato di uno due tre a due ma mai all’ultimo momento. Credo che veramente quello di Sanchez nel mio, tra virgolette, modesto palmares, è quello che sicuramente ha lasciato un emblema più forte”.

Pochi dubbi anche sul miglior colpo: “Devo dire che il mio colpo sicuramente considerando l’andata e il ritorno, cioè come è arrivato e come è uscito è Pogba, in assoluto. È arrivato a zero, rivenduto allo stesso club per 110 milioni, qualcosa di inusuale. E devo dire che solo il grande coraggio dei dirigenti del Manchester che, tra virgolette, hanno anche ammesso questa situazione, una cosa abbastanza unica nel calcio“.

Il dirigente dell’Inter chiude anche parlando dei suoi sogni: “Io ho ricevuto molto e ho dato molto, ma soprattutto ho ricevuto tanto nella mia prima fase della vita. Adesso è giusto che anch’io dia qualcosa agli altri. I sogni li ho, li ho sempre, se anche non si riescono a raggiungere bisogna avere la forza e la capacità di crearsi dei nuovi. Nella vita mi sento appagato, ho raggiunto quello che volevo raggiungere e penso di essere quasi vicino ad aver dato tutto nel ruolo dirigenziale, per cui la prossima esperienza che mi piacerebbe fare è quella di una mia attività politica sportiva“.