PAGELLE E TABELLINO ROMA-VENEZIA 1-1: Mourinho fermo al palo. Ceccaroni stoico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46

Pagelle e tabellino di Roma-Venezia, match valido per la 37esima giornata del campionato di Serie A TIM 2020/21

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Mourinho © LaPresse

ROMA

Rui Patricio 6: non viene praticamente mai impensierito, sul gol non può nulla.

Kumbulla 5,5: colpevole sul gol di Okereke, se lo perde e resta imbambolato. Dal 46′ Zalewski 6,5: dà vitalità, ti punta sempre e così è più complicato restare composti per i difensori del Venezia. Entra bene in partita. Prende la traversa pure lui, incredibile.

Smalling 6,5: continua a essere la pietra angolare su cui si fonda la difesa della Roma e non solo. Anche fisicamente è in una condizione incredibile.

Ibanez 5,5: il Venezia spinge poco dalla sua parte, lui però trova il modo di mettersi nei guai da solo nel finale con un colpo di testa sbagliato che libera Okereke. In generale insicuro.

Maitland-Niles 5: prima parte di tempo completamente nell’ombra, poi un paio di discese ma mai troppo ordinate o convinte. Ci prova anche da fuori, respinto in qualche modo. Dal 46′ Karsdorp 6: cercato tanto, gioca col piede sull’acceleratore ed è una spina costante. Sbaglia diversi cross, ma resta tra i più pericolosi.

Veretout 5: non riesce proprio a venire fuori da quaesto empasse di anonimato, come se non potesse o forse non volesse. Gli manca quello spunto in più, la corsa, il coraggio, un po’ tutto. Qualcosa di discreto la fa vedere, ma senza esagerare. Dal 60′ Shomurodov 7: alla fine è lui a cambiare la partita. È reattivo e intraprendente, il gol del pareggio è tutto suo dal colpo di tacco al tiro che sfonda la rete in tap-in.

Cristante 5,5: sul gol di Okereke ci mette una vita per andare a chiudere su Aramu e alla fine è un ritardo che costa caro. Un po’ lento in alcuni frangenti all’inizio, poi tenta la fortuna da fuori e nella ripresa spacca la traversa.

Spinazzola 6: bentornato, davvero. Dopo 380 giorni di nuovo titolare, la freschezza ovviamente è ancora lontana ma la qualità è rimasta intatta e nei primi minuti è bastata a far stropicciare gli occhi all’Olimpico. Minuti importanti per la finale. Dal 46′ El Shaarawy 6,5: anche lui entra con la testa giusta, ci prova e ci riprova, è anche sfortunato. Ma il piglio è quello giusto.

Carles Perez 6: parte in sordina, poi piano piano viene fuori. È frizzante, imprevedibile, salta l’uomo e tenta il tiro quando ha l’occasione che non sempre è scontato. Prestazione comuque positiva. Dall’83’ Volpato 6: partecipa all’assalto con personalità.

Lo. Pellegrini 7: nel primo tempo le occasioni più importanti sono le sue, prima col sinistro in area e poi con la traversa su punizione. Poi un legno lo scheggia nella ripresa ancora da calcio piazzato, in generale non la sua serata ma comunque uno dei più pericolosi. Nel finale un recupero clamoroso che salva la Roma dal ko, può valere un campionato.

Abraham 5: nei primi minuti butta al vento un’occasione clamorosa e si fa rimontare all’ultimo da Caldara. Gli manca lucidità, è stanco e non potrebbe essere altrimenti ma deve tenere duro. Per il resto cerca di rendersi utile come rifinitore, poco incisivo.

Allenatore: Mourinho 6: il gol dopo una manciata di secondi è una doccia gelata e in effetti il primo tempo non è di livello eccelso, per quando le occasioni alla fine arrivino. Il secondo tempo è assalto puro, in tutti i modi possibili, non sempre con lucidità ma con eccessiva frenesia. Fa tanti cambi, funzionano. Stavolta la sfortuna gioca un ruolo fondamentale: quattro traverse, poi nel recupero un’occasione grottesca. Ha poco da rimproverare o rimproverarsi. Ma l’Europa League adesso è a forte rischio e il pericolo più grande è doversi giocare tutto a Tirana.

VENEZIA

Maenpaa 7: non sempre convenzionale, o bello da vedere, ma tremendamente efficace. È bravo e reattivo in uscita, a volte fortunato, rischia pure il pasticcio con Abraham. Super su El Shaarawy. Miracoloso pure su Pellegrini, sulla botta di Shomurodov non può nulla. Poi un altro paio di miracoli, difficili anche da decifrare.

Ampadu 6,5: tiene duro per tutta la partita, salva diverse situazioni al limite, un baluardo spesso anche di testa.

Caldara 7: nel primo tempo salva letteralmente su Abraham, da dietro. Poi resta attento e lucido, tiene alto il livello fisico e mentale.

Ceccaroni 7: anche lui gioca una partita di concentrazione e determinazione. Cerca di schermare tutti i cross, rimpalla il rimpallabile. Eroico a tratti.

Mateju 5,5: esteticamente non è il massimo, a volte litiga col pallone e in fase offensiva non fa mai male alla Roma. In difesa soffre Spinazzola nel primo tempo. Dal 66′ Svoboda: tiene come può.

Crnigoj 6: viene puntato con grande frequenza, spesso superato ma ci sta. Stringe i denti, nell’ultima mezz’ora è tutta sofferenza. Nel finale dà tutto e diventa molto importante per permettere al Venezia di respirare. Dall’80’ Ebuehi sv

Vacca 5,5: la sua partita dura poco e non è neanche questo granché. Si fa male per fare un fallo da ammonizione. Dal 28′ Fiordilino 6: cerca di non sbavare, si mette a fare densità, anche per lui secondo tempo di affanno.

Haps 6: fa diverse cose utili, pur non incidendo direttamente sulla partita. Prova a posizionarsi con intelligenza sulle linee di passaggio, copre buchi e chiude spazi.

Aramu 6,5: dal mancino fatato nasce il gol di Okereke, che poteva finire dentro anche senza che il suo compagno la sfiorasse. Poi si sacrifica tanto, fa le cose giuste e senza fronzoli. Da leader. Dal 65′ Peretz 5,5: cerca di tenere su qualche pallone, ci riesce poco.

Kiyine 3: il gesto su Pellegrini qualifica la sua partita. Incommentabile.

Okereke 7: si muove bene, fa da sponda e dà profondità, certo perde tanti palloni ma gioca completamente da solo. Figurarsi nel secondo tempo in 10. Molto importante anche per far rifiatare i suoi. Dall’80’ Johnsen sv

Allenatore: Soncin 6,5: il Venezia scende in campo poche ore dopo aver ricevuto una mazzata tremenda, ma gioca con grande attenzione, concentrazione, determinazione. Non la partita della vita, ma un qualcosa di simile. Certo, il gol dopo 10 secondi aiuta, poi soffre maledettamente ed è pure fortunato, però la prestazione resta, soprattutto in 10 uomini.

Arbitro: Sozza 6: partita spezzettata, tesa, con tantissimi contrasti e un Venezia che di certo non tira via la gamba. I cartellini gialli arrivano, non sempre puntuali, ma sceglie di usarli con relativa parsimonia. E qualcuno effettivamente manca. Gli episodi in area li legge bene, rigori non ce ne sono, neanche nel recupero bravo a mantenere la lucidità: non c’è niente. Ha bisogno del Var sull’espulsione di Kiyine, una partita nel complesso buona.

Roma-Venezia, voti e tabellino del primo tempo

ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Kumbulla (46′ El Sharaawy), Smalling, Ibañez; Maitland-Niles (46′ Karsdorp), Veretout (60′ Shomurodov), Cristante, Spinazzola (46′ Zalewski); Carles Perez (83′ Volpato), Lo. Pellegrini;  Abraham. A disposizione: Fuzato, Karsdorp, Viña, Oliveira, Zalewski, Keramitsis, Diawara, Bove, El Shaarawy, Shomurodov. Allenatore: Mourinho.

VENEZIA (3-4-2-1): Maenpaa; Ampadu, Caldara, Ceccaroni; Mateju (66′ Svoboda), Crnigoj (80′ Ebuehi), Vacca (28′ Fiordilino), Haps; Aramu (66′ Peretz), Kiyine; Okereke (80′ Johnsen). A disposizione: Bertinato, Svoboda, Ullmann, Ebuehi, Fiordilino, Tessmann, Busio, Kiyine, Peretz, Cuisanse, Nanui, Johensen, Nsame. Allenatore: Soncin

MARCATORI: 1′ Okereke (V), 76′ Shomurodov (R)

AMMONITI: 18′ Kiyine (V), 26′ Vacca (V), 39′ Spinazzola (R), 61′ Okereke (V), 68′ Pellegrini (R),79′ Ampadu (V), 86′ Peretz (V)

ESPULSI: 32′ Kiyine (V)