UFFICIALE il nuovo indice di liquidità: è scontro totale tra Gravina e la Serie A

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:54

Annunciato ufficialmente il nuovo indice di liquidità: è scontro tra Gravina e la Serie A, arriva la stoccata ai club del presidente

Quest’oggi è andata in scena la riunione del Consiglio federale, che ha ufficialmente approvato le licenze nazionali per la stagione 2022/2023. A renderlo noto la FIGC tramite un comunicato sul proprio sito.

Gravina Serie A
Gabriele Gravina © LaPresse

Si passa dall’introduzione del professionismo nella Serie A femminile alle norme valide per l’iscrizione ai prossimi campionati. In particolare, tra le novità più importanti c’è l’indice di liquidità fissato al valore di 0,5 per la Lega di Serie A e 0,7 per la Lega Serie B e la Lega Pro. Questa decisione ha generato un vero e proprio scontro con i club della massima serie, che hanno votato contro poiché avrebbero voluto l’indice di liquidità a 0,4 con dei correttivi. Mentre la cadetteria si è astenuta.

Indice di liquidità, stoccata di Gravina alla Serie A: “Non possiamo solo dire che cambiamo il calcio”

Gravina Serie A
Gabriele Gravina © LaPresse

Sulla questione si è così espresso il presidente Gabriele Gravina, a margine del consiglio federale: “Nel Consiglio federale di maggio – ha dichiarato – è mia intenzione completare il processo di aggiornamento delle nostre norme attraverso l’individuazione di una serie di indicatori completamente nuovi, che riguarderanno la stagione 2023/24 e prevederanno una gradualità per i prossimi tre anni. Sto parlando dell’indice di liquidità a salire e soprattutto al recepimento all’interno delle nostre NOIF di tutte le norme fissate dalla UEFA, ma calate nella nostra realtà. Perciò un po’ più stringenti“.

Poi sull’opposizione della Serie A per l’indice di liquidità lancia una stoccata ai club: “Non è una questione di contrapposizione, io ho soltanto l’obiettivo di far evolvere il calcio italiano. Non possiamo soltanto dire che cambiamo il calcio e poi fare di tutto per mantenere lo ‘status quo’. È una cosa inaccettabile. Dobbiamo spingere sull’acceleratore al massimo per avviare un percorso di riforme. La mia posizione politica è questa, condivisa dalla maggior parte dei consiglieri federali“.