Allegri e Spalletti, rimpianti scudetto: Sarri e Mourinho fanno gli arbitri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:02

Scudetto, l’occasione persa da Spalletti e i dolori di Allegri. Mentre Pioli e Inzaghi se lo giocano con Sarri e Mourinho a fare da arbitri

La Serie A corre gli ultimi metri di campionato e ormai lo scudetto sembra diventata una questione tra il Milan e l’Inter che insegue a due punti, con in più la partita contro il Bologna da recuperare. Se la Juve non fosse quella balbettante che stiamo vedendo, il Napoli potrebbe addirittura finire nella condizione di preoccuparsi per il terzo posto visto che nelle ultime due partite è la squadra ad aver camminato peggio delle altre: un punto come Empoli e Spezia, solo Genoa, Venezia, Sampdoria e Atalanta hanno fatto peggio.

Allegri e Spalletti, Sarri e Mourinho © LaPresse

Vediamo questo rush finale ribaltando lo sguardo: non dalle panchine al campo, ma dal campo verso gli allenatori. Per coglierne pregi, difetti, momenti. Zoom su Luciano Spalletti: per come tutto era cominciato sembrava il possibile favorito. Allegri alle prese con una ricostruzione, Simone Inzaghi all’apertura di un ciclo, Pioli con la faccia da “bravo, sì, ma da qui a vincente…”, il tecnico toscano prendeva in mano un gruppo collaudato tornando dall’isolamento tonificante delle sua campagne e dei suoi vini. E potendo mettere a disposizione di una piazza calda come Napoli la sua esperienza. Il messaggio che arriva da questo finale è però sempre lo stesso: la demarcazione di un limite che porta Spalletti ad un passo dalla storia senza riuscire ad entrarci da signore e padrone assoluto. Le partite clou diventano strettoie pericolose in cui il suo favoloso calcio di trame, sacrificio, fatica e colpi di genio negli ultimi venti metri, si perde.

E Allegri? Non aveva fatto male ad ascoltare i richiami da Trigoria, che non sono mai diventati un tavolo e quattro sedie su cui sedersi per parlare di cifre e programmi (perché nel frattempo a Dan Friedkin era venuta la tentazione Mourinho). Già tornare sul luogo del delitto non è facile. Se lo fai alla Juventus dove lo scudetto è normalità e la vera sfida è la Champions, il primo non lotti mai per vincerlo, la seconda resta un sogno lontano, ti becchi anche Lapo Elkann e i suoi post: “Stiamo poco allegri!!!! Allegri….”. E così Max da re del Casato Bianconero diventa oggetto di dibattito dentro un futuro che potrebbe farsi persino incerto.

Inzaghi dopo Pioli, chi perde lo scudetto?

Inzaghi e Pioli © LaPresse

Così restano Simone e Stefano. Uno venne dopo l’altro (esonerato in aprile) alla Lazio, nel 2016. E oggi la classifica ripropone quello schema. Pioli è davanti, Inzaghi insegue. La sensazione è che, rispettandosi, non si siano mai troppo amati. Può succedere quando perdi il posto e il sostituto era in casa, alla guida della Primavera. La sensazione è che Pioli e Inzaghi ora possano perderlo solo loro, lo scudetto. Già, ma uno (tra i due lo perderà) ed è come se giocassero un po’ contro l’altro, un po’ contro se stessi. Vietato sbagliare, a questo punto quasi obbligato vincere. Si comincia da stasera in Coppa Italia, ma nel week end l’incrocio Milano-Roma potrebbe dire molto: l’Inter aspetta la Roma sabato, il Milan va dalla Lazio domenica. Gli arbitri sono Mourinho e Sarri: due rientri in Serie A che dal ballo per scudetto sono rimasti fuori. Ma loro lo sapevano già.

Giorgio Alesse