Il derby, l’andata, l’ipotesi suggestiva di un passaggio al Milan: l’intervista di Alessandro Bastoni
Alessandro Bastoni è diventato ormai un punto fermissimo dell’Inter, da almeno due anni è in continua crescita in tutti gli aspetti. In questa stagione si è scoperto anche bomber, vedi il gol incredibile contro la Lazio, ma soprattutto decisivo in zona offensiva. La fascia sinistra con Perisic funziona molto bene, l’intesa si sta affinando e le incursioni dell’ex Atalanta stanno diventando sempre più prepotenti.

Al difensore nerazzurro manca di conquistare la Nazionale in maniera definitiva, ma arriverà anche lì con un Mondiale nel mirino. Intanto l’obiettivo principale è più a breve termine, ovvero il derby contro il Milan di sabato sera. Una sfida fondamentale in ottica scudetto, di cui Bastoni ha parlato in un’intervista doppia a ‘Dazn’ con Calabria: “Le partite le guardavo con mio papà, che è interista, e quindi non c’erano grandi discussioni. Uno dei miei fratelli è romanista, innamorato perso di Totti ma non è mai stato un ‘rivale’. Un’immagine del derby che mi viene in mente è la cavalcata di Zanetti al 90′, quando saltò tutti prendendo il calcio d’angolo e ora ho la fortuna di viverlo come vice presidente”.
Inter, Bastoni al Milan: “Assolutamente no. Anzi, batto io il rigore”

Alessandro Bastoni e il derby. Il difensore dell’Inter ha parlato della stracittadina di sabato contro il Milan: “Non sono agitato, so gestire bene le emozioni. Non ho riti, se non quello di baciare i parastinchi dove ci sono le immagini della mia compagna e dei miei fratelli. L’andata? Ricordo i fischi che quasi davano fastidio in testa prima del rigore, si percepiva la tensione, un caos incredibile”. Poi una provocazione: “Se andrei al Milan? Direi assolutamente no, poi sono scelte. Per quanto mi riguarda, non c’è neanche lo 0,1% di possibilità che faccia questa scelta. Se c’è rigore per l’Inter? Mi tengo il pallone”.
Poi Bastoni torna serio: “Sicuramente è fondamentale non perdere punti con le piccole per avere il tesoretto negli scontri diretti che possono finire in qualsiasi maniera. Manca un girone, è presto. L’anno scorso non eravamo neanche in vetta e alla fine abbiamo vinto con dieci punti di scarto. Ovviamente sarà importante non perdere”. E infine i tifosi: “C’era il timore di avere 5000 persone, che a ‘San Siro’ si disperdono e significa non averle. Col 50% è un buon vantaggio, speriamo di sfruttarlo al meglio. ‘San Siro’ è un’icona incredibile, ci penalizza il fatto di giocare su quel terreno”.
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