Proposta shock dal governo: “Stop ai campionati” | Ecco il nuovo scenario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:48

“Stop ai campionati!”, la proposta shock in Consiglio dei ministri di alcuni “rigoristi”, ma il Governo boccia l’idea e non cambia opinione neanche per la capienza degli stadi

Quasi duecentomila contagi solo oggi, 5 gennaio. Il Covid-19, arrivato come un ciclone nel febbraio del 2020 in Italia (e non solo), non smette, neanche nel 2022, a mietere vittime. In tutti i sensi.

Proposta shock dal Governo: "Stop ai campionati" | Ecco il nuovo scenario
Allianz Stadium © LaPresse

Anche la Serie A, e tutto il calcio non sono rimasti immuni allora, e non lo sono certamente ora, anzi. Solo l’Empoli e la Lazio, al momento, non hanno calciatori positivi tra le loro fila, mentre altre, Udinese e Salernitana in testa a tutte, ne hanno diversi, tanto che le partite del 6 gennaio sono state rimandate.

Ed è proprio di questo che, tra le altre cose, si è discusso oggi nel Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Mario Draghi. In cabina di regia, è stata ventilata l’ipotesi di rimandare i maggiori campionati, quindi anche la Serie B, almeno a febbraio. Insomma, in tempo perché i giocatori che Roberto Mancini dovrebbe convocare per gli spareggi per arrivare ai Mondiali in Qatar tornino in forma per riportarci dove meritiamo. La proposta dei rigoristi, se così vogliamo chiamarli, però è stata subito rispedita al mittente, anche se è arrivata fino alle stanze dei vertici del calcio. Che ancora stanno “combattendo” per evitare che la capienza negli stadi venga ulteriormente ridotta. Battaglia vinta, a quanto pare. Anche in questo caso, infatti, il governo è rimasto dell’idea che il 50% degli spettatori sia un numero più che sufficiente. E quindi neanche le porte chiuse sono un’eventualità per Draghi & Co.

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La proposta del governo e la questione green pass

La proposta del governo e la questione green pass
Draghi © LaPresse

Ma un altro problema ancora è stato posto al vaglio dell’esecutivo: la questione super green pass. Se da una parte c’è un obbligo vaccinale che pesa sulla testa dei pochi giocatori no vax della nostra Serie A, dall’altra anche i calciatori potrebbero doversi dotare della misura che tutti i comuni mortali devono avere anche solo per poter viaggiare e che si vuole estendere a tutti i professionisti. È tutto in divenire, in pratica.