Indagine “Social Athletes”, le differenze di genere tra atleti ed atlete sul web

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:57

Indagine “Social Athletes”, mostrata la disparità sul web tra gli atleti e le atlete professionisti

Lo sport è uno degli ambiti in cui la differenza di genere è più evidente. Per questo motivo, ‘DAZN’ ha indagato le differenze di linguaggio nelle conversazioni web (social, forum, blog) relative agli atleti uomini e alle atlete donne con la ricerca “Social Athletes”, presentata in occasione di “4 Weeks 4 Inclusion”, il più grande evento interaziendale dedicato all’inclusione organizzato da ‘Tim’.

Indagine "Social Athletes", le differenze di genere tra atleti ed atlete sul web
Sara Gama, capitano della Juventus e dell’Italia ©️ LaPresse

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L’analisi, redatta in collaborazione con l’istituto di ricerca ‘Blogmeter’, si è concentrata su sei atleti italiani di primo piano (3 uomini e 3 donne) per i quali sono state analizzate sia le conversazioni sul web, sia i commenti ai post degli atleti stessi nel 2019 e nel 2020. Gli atleti (un calciatore, un tennista e un pallavolista) e le atlete (una calciatrice, una pallavolista e una nuotatrice) protagonisti dell’indagine sono stati scelti per il loro ampio seguito social (oltre 7 milioni di follower complessivi) e perché le loro discipline di riferimento sono tra le più seguite in Italia.

Indagine ‘Blogmeter’: le differenze tra atleti e atlete

Dalla ricerca emerge come il conversato attorno agli atleti oggetto di indagine sia aumentato dell’86% nel 2020 rispetto all’anno precedente, arrivando a toccare oltre 570mila messaggi complessivi. Di questi però l’82% è dedicato agli uomini, mentre solo il 18% alle atlete. Ci sono “differenze di genere”, oltre che per la quantità di conversazioni, anche per i luoghi virtuali in cui si parla di atleti e atlete: pagine e siti di notizie sportive o legate al tifo parlano principalmente di uomini, mentre le atlete sono più discusse in contesti generalisti, lifestyle e non sportivi. Andando ad analizzare nel dettaglio i commenti ai contenuti postati dagli atleti emergono altre importanti disparità.

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Juventus
Juventus © LaPresse

In generale, i commenti relativi all’attività sportiva sono diminuiti del 19% nel 2020 rispetto al 2019 a causa dello stop degli sport durante il lockdown, ma l’argomento è rimasto comunque principalmente associato agli atleti (47% vs 30%). La vera differenza riguarda i commenti sull’aspetto fisico: per le atlete rappresentano il 24%, quasi un messaggio su quattro, mentre per gli atleti si attestano attorno al 9%. Inoltre, gli atleti ricevono commenti sul loro aspetto fisico quasi esclusivamente quando postano un selfie o momenti di vita privata, mentre le atlete li ricevono indipendentemente dal contenuto del loro post. Per un contenuto legato a una vittoria sportiva, gli atleti uomini ricevono il 65% dei commenti relativi all’impresa, mentre la percentuale per le donne scende al 45%. Queste ultime però, nella celebrazione della propria vittoria, devono fare i conti con un 9% di contenuti molesti (offensivi o volgari). Molestie che arrivano a toccare il 22% se il contenuto postato da un’atleta è un selfie.

Gli uomini alle prese con questo tipo di contenuti contano il 6% di commenti molesti, con un ulteriore 4% di commenti offensivi rivolti a persone a loro care. Mediamente l’11% dei commenti fatti a contenuti di atlete donne è volgare/offensivo (+7% rispetto al 2019), mentre per i maschi è il 4%. Se i commenti molesti nei confronti delle atlete hanno una forte connotazione sessuale, quelli verso gli uomini hanno comunque una componente sessista, andando ad insultare le donne della loro vita, come madri, mogli o fidanzate, senza contare quelli che tendono a minarne la virilità, con non velati toni omofobi. Infine, anche una tematica come il Covid mostra differenze nel trattamento social. Un atleta uomo e una donna, entrambi colpiti da Covid-19 hanno infatti ricevuto reazioni molto diverse: parole di incoraggiamento il primo, accuse di spettacolarizzare la malattia la seconda.

“Lungo percorso per la parità di genere”

Veronica Diquattro, Chief Revenue Officer Europa spiega: “La ricerca che abbiamo realizzato evidenzia come il percorso che porta alla parità di genere sia ancora lungo, nonostante le atlete, così come le manager e le imprenditrici del mondo dello sport, dimostrino con fatti e risultati il loro valore. In ‘DAZN’ ci impegniamo concretamente in questo percorso che abbraccia l’uguaglianza di genere ed è per questo che renderemo “Social Athletes” un osservatorio permanente che, anno dopo anno, consentirà di monitorare la situazione evidenziando i progressi positivi o segnalando criticità”.

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Paola Tuè, Market Research Director di ‘Blogmeter’: “Siamo stati molto felici di accompagnare ‘DAZN’ in questo progetto. La lettura, costante, che facciamo delle conversazioni web per i nostri clienti ci aiuta ad avere il polso relativamente a come e quanto evolvono le tendenze. I dati, come evidenziati nella ricerca, raccontano che la parità di genere è effettivamente ancora lontana ma che molte sono le iniziative a supporto, e tante, tantissime sono le aziende che hanno iniziato a occuparsene seriamente”.