Milan, l’annuncio di Ibrahimovic: “Ecco fino a quando continuerò”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:08

Lunga intervista di Zlatan Ibrahimovic al ‘Guardian’, il centravanti del Milan si racconta e spiega fino a quando intende giocare

Ha dimostrato di poter ancora fare la differenza con una doppietta in pochi minuti, sabato, che però non è servita al Milan per evitare la sconfitta con la Fiorentina. Zlatan Ibrahimovic non intende ancora dire basta.

Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic © LaPresse

L’attaccante svedese si è raccontato in una lunga intervista al ‘Guardian’ in cui ha toccato tanti aspetti della sua esperienza presente in rossonero. Tra gli argomenti trattati, quello del suo futuro e dell’impatto che pensa ancora di poter avere sulla squadra di Pioli.

Milan, Ibrahimovic: “Voglio dare tutto ed essere un esempio per la squadra”

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Zlatan Ibrahimovic © LaPresse

I 40 anni si fanno sentire eccome, in realtà, ma Ibra non vuole mollare. “Quando mi alzo la mattina, ho dolore dappertutto – spiega – Non è facile, ma finché ho adrenalina e obiettivi vado avanti. Non voglio avere rimpianti tra un paio d’anni e non voglio fermarmi prima di aver dato tutto quello che potevo”. Un’etica del lavoro che sta cercando di trasmettere al giovane Milan: “Sono orgoglioso di vedere che si stanno prendendo delle responsabilità. Voglio essere da esempio, guardandomi pensano ‘dopo tutto quello che ha fatto lavora ancora, devo farlo anch’io'”. E c’è sempre l’intenzione di dare tutto per la propria squadra, anche in nazionale, difendendo i suoi compagni: “L’altra volta in nazionale ho dato un brutto colpo ad Azpilicueta dopo che aveva fatto un brutto intervento a un mio compagno. E’ stato stupido, ma volevo dimostrargli che non aveva il coraggio di farlo con me. Lo rifarei al cento per cento”.

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Ha affrontato Maldini padre e ora gioca in squadra con il figlio: “Uno è un bravo ragazzo, l’altro se può ucciderti lo fa – racconta – Sono felice che siano diversi, per il figlio non dev’essere facile essere paragonato al padre. A Daniel consiglio di seguire la sua strada e fare il suo gioco”.