Milan, Ibrahimovic: “Testa al top, il fisico invecchia. Non sono Superman”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:26

Zlatan Ibrahimovic torna a parlare, raccontando l’importanza della testa nella sua carriera ma soprattutto ammettendo che il tempo passa

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Ibrahimovic © Getty Images

Non c’è Zlatan Ibrahimovic nella formazione del Milan in campo oggi in casa dello Spezia. Lo svedese si è rifermato subito dopo il rientro con la Lazio, spera di rientrare per il big match di Champions già fondamentale contro l’Atletico Madrid di martedì. Ma in fondo anche Zlatan sa che il fisico non è più lo stesso e deve gestirsi. Ma la sua esperienza europea serve davvero tanto a Pioli: “Quando sono arrivato e ho chiesto nello spogliatoio quanti avessero giocato una partita in Champions, hanno alzato la mano in due. Pensavo fosse uno scherzo… Ma l’obiettivo era la Champions e vincere lo scudetto, non ho avuto successo su questo, ma ci siamo andati vicino, siamo arrivati secondi. I compagni, anche quelli giovani e inesperti, hanno capito cosa serve per arrivare dove siamo arrivati a maggio scorso, ma anche che manca qualcosa per arrivare primi”.

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Nella sua intervista pubblicata su ‘Sportweek’, settimanale de ‘La Gazzetta dello Sport’ in edicola il sabato, Ibrahimovic spiega la sua gestione: “La testa è il 50 per cento di quello che faccio, se devo dire oggi il mio problema è il fisico che non le sta sempre dietro. Quando ero giovane giocavo e basta, anche se avevo male al tendine, come oggi. Volevo vincere e segnare. Stop. Con il tempo e l’esperienza ho scoperto la testa. E ho capito quanto sia importante che parli con il corpo”.

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“Ecco, ora la mia testa sta bene, ma il mio fisico sta invecchiando, non sempre riesce a starle dietro ed é un problema – continua Ibra -. Quest’anno devo ascoltare il mio corpo, ogni piccolo segnale mi mandi. Solo così posso evitare conseguenze peggiori. E per giocare, come voglio, tutte le partite con continuità. Non come l’anno scorso. Devo portarmi dietro il fisico tutti i giorni e dargli retta. Ragionare giorno per giorno, piano piano. E pensare che… non sono Superman!”