Milan-Lazio, parla Sarri: “Immobile? Non siete normali”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:43

Arrivano le parole di Maurizio Sarri alla fine della partita col Milan, persa per 2-0 coi gol di Leao e Ibrahimovic

Tensione nel finale | Sarri viene espulso: "Serve rispetto!"
Sarri © Getty Images

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di ‘DAZN’ dopo la sconfitta col Milan per 2-0. L’allenatore si è soffermato anche su ciò che è successo alla fine del match: “Niente di particolare, un ragazzo (Saelemaekers, ndr) ha fatto un gesto che alle persone anziane non si fanno. Ibra lo ha portato a chiedere scusa. Cose da campo, nulla di particolare. La prestazione? Se diventi attendista con una linea di cc piatta, prendi la palla in mezzo. Se avessimo pressato di più i palloni sarebbero stati molto meno”.

Sul modo di pensare della squadra – “E’ chiaro che cambiando il modo di giocare, deve anche cambiare quello di pensare. Il mezzo secondo di pensiero succede e ti porta a essere sempre in ritardo. La squadra deve aver coraggio e difendere nella metà campo avversaria. Se si perde le partite senza proporre il nostro calcio è più pesante”.

Sconfitta – “Quando vieni da una sosta c’è sempre l’incognita, quando ci sono le nazionali è tripla incognita. Obiettivi diversi, gruppo diverso, torni a 48h dalla partita, oltre alle problematiche fisiche ci sono quelle mentali. Sono partite in cui l’incognita è forte per squadre come noi che non hanno una fisionomia e una mentalità ben definita”

Prestazione – “Abbiamo fatto una partita che è il contrario di quello che proviamo. Abbiamo aspettato gli avversari nella nostra metà campo. Sono deluso. Bisogna essere lucidi e capire che erano cose diverse da quello a cui erano abituati e certi momenti possono venire fuori”

Immobile – “Penso che non siete molto normali. Per qualcuno contano i numeri, per altri come Ciro non contano. Ha dei numeri inattaccabile. La Francia ha vinto il Mondiale nell’anno in cui Giroud non segna, ma è un grande giocatore. Immobile è inattaccabile: evidentemente i numeri contano per certi personaggi, per altri meno”.