ESCLUSIVO Vinicius: “Volevo restare al Videoton”. Poi ‘chiama’ la Serie A

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43
Paulo Vinicius in azione (Getty Images)

Il difensore brasiliano naturalizzato ungherese Paulo Vinicius ha parlato in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it. Nazionale, futuro, Serie A e non solo i temi toccati

Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva Paulo Vinicius, difensore brasiliano naturalizzato ungherese (7 presenze in Nazionale) fresco di addio (era in scadenza) al Videoton e che nel recente passato è stato nel mirino di alcuni club di Serie A.

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Lasci il Videoton dopo tanti anni: che sensazioni provi?
“Confesso che sono un po’ arrabbiato, perché provo molto affetto per il club. Ho trascorso quasi dieci anni a difendere la squadra e il mio obiettivo era continuare a vestire quella maglia, ma sfortunatamente non è stato possibile. Lascio a testa alta e con senso di realizzazione. Durante questo periodo, insieme ai miei compagni di squadra, ho aiutato il club vincendo titoli importanti e ottenendo grandi risultati. Abbiamo dato molta gioia ai tifosi. Inoltre, sono cresciuto dentro e fuori dal campo, imparando cose che porterò con me per il resto della mia vita professionale e personale”.

Come è stato vivere in Ungheria, notoriamente un Paese non semplice per le persone di colore come te?
“Qui le persone di colore sono poche, però devo dire che non ho avuto molti problemi. Sono sempre stato trattato con grande affetto e rispetto”.

Vinicius a CM.IT: “Un onore giocare per l’Ungheria. Sono un fan di Chiellini, mi piacerebbe giocare in Serie A e ho due obiettivi”

Paulo Vinicius con l’Ungheria (Getty Images)

Cosa hai provato nel giocare con la Nazionale ungherese? Sei stato il primo giocatore di colore a indossare la maglia dei ‘Magiari’…
“E’ stato un grande orgoglio indossare la maglia della nazionale ungherese, per me è stato un onore essere diventato ungherese e aver potuto rappresentare i Magiari. Fin dal mio primo giorno sono sempre stato trattato con grande affetto e rispetto, è un privilegio poter restituire tutta la fiducia che ho ricevuto. Ogni chiamata è speciale e un’opportunità per mostrare il mio valore ed essere rispettato, proprio come sono stato rispettato nel mio club in tutti questi anni”.

Dove immagini il tuo futuro? Ti piacerebbe giocare in Serie A?
“Non ho ancora avuto il tempo di pensarci. Queste cose le lascio al mio entourage. Sanno quello che voglio e ci lavoreremo su. La Serie A, sicuramente, è uno dei principali campionati del mondo e sarebbe senz’altro un onore poter giocare in Italia, in un paese riconosciuto per la grande qualità dei suoi giocatori, in particolare i difensori. Quello italiano è uno dei campionati che ammiro di più. Vedo sempre grandi partite per poter analizzare il comportamento dei giocatori difensivi. Mi piacciono molto i centrali della Juventus e dell’Inter, ma ammiro troppo anche la fase difensiva del Napoli e della Roma. Inoltre sono un grande fan di Chiellini. Per me, è un esempio di professionista e leader dentro e fuori dal campo”.

Sei tornato da un grave infortunio. Come stai ora? Pronto a tornare in campo?
“Sto bene, mi sento molto bene. E’ stato un periodo noioso, ma sono completamente guarito. Ho giocato 12 partite e non ho provato alcun fastidio. La pausa nel calcio a causa del coronavirus non mi ha influenzato perché sono rimasto attivo a casa allenandomi ogni giorno, sotto la supervisione del club. Era fondamentale tornare bene”.

Qual è il sogno che vorresti ancora realizzare?
“Ne ho molti. Due dei miei grandi obiettivi è giocare in Champions League e l’Europeo con l’Ungheria”.

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