Atletico-Juventus, viaggio nel Wanda Metropolitano: 67mila posti, e non bastano…

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:02

Storia e curiosità sul Wanda Metropolitano, stadio che ospiterà Atletico-Juve e la finale di Champions

ATLETICO JUVENTUS WANDA METROPOLITANO / La Juventus saggerà mercoledì il terreno di gioco che più anela in questa stagione, quello del Wanda Metropolitano. Lo stadio madrileno che sorge nel ‘barrio de Rosas’, oltre ad ospitare il fondamentale match di Champions League contro l’Atletico, è la sede della finale della manifestazione contientale, in programma il prossimo 1 giugno.

Inaugurato il 16 settembre 2017 (con un Atletico-Malaga finito 1-0, storica rete di Griezmann), il Wanda Metropolitano – il cui nome è composto per una metà come omaggio al vecchio estadio Metropolitano, dove l’Atleti giocò dal ‘22 al ‘66, e per l’altra come conseguenza di una ricca sponsorizzazione – è sorto sulle ceneri, o meglio intorno al vecchio estadio de la Comunidad de Madrid, nato nel 1994 e famoso come la ‘Peineta’ a causa della forma della sua unica tribuna. Secondo gli architetti ricordava, appunto, il pettine convesso che usano le donne spagnole per adornarsi i capelli.
 

Atletico-Juventus, quanto è costato il Wanda Metropolitano

L'Atletico ne è divenuto proprietario nel 2008 e i lavori per il suo ammodernamento, iniziati nel 2011, sono andati avanti per sei anni e costati circa 300 milioni di euro, di cui 170 sborsati dalla società di Cerezo. Quella gradinata così peculiare è rimasta intatta, ma ora è circondata da uno stadio ultratecnologico (pannelli solari, illuminazione al led, spogliatoi e sale conferenza d’ultimo grido) che sembra lontano anni luce dal vetusto, eppure indimenticabile Vicente Calderon, che attende, triste, la sua demolizione. Molti tifosi colchoneros (inizialmente, addirittura la maggioranza), faticano ad affezionarsi al nuovo impianto: troppo lontano dal Manzanarre, troppo dispersivo. Effettivamente, per la conformazione dello stadio o, forse, per l’aggiunta di 20mila tifosi poco educati ai ritmi del Calderon, l’atmosfera infuocata che prima spingeva i rojiblancos in casa non è più la stessa e ad ammetterlo sono stati gli stessi calciatori. Bisognerà abituarsi.

Poco importa: il tempo passa, tocca adeguarsi alla modernità (beato chi ci riesce, gli stadi italiani vivono ancora gli anni ‘90): l’Atletico si è regalato uno dei migliori stadi al mondo che, ovviamente, per accogliere la Juventus di Cristiano Ronaldo sarà pieno come un uovo. Considerando i circa 47mila titolari dell’abono ‘total’ (che comprende tutte le gare della stagione), i 3500 tifosi della Juventus in arrivo e i 1000 posti destinatati alla UEFA, in vendita c’erano appena 15mila tagliandi, volatilizzati in meno di due giorni.

Saranno 67.829, quindi, i presenti al grande appuntamento di mercoledì sera. Un numero di tutto rispetto che, però, non soddisfa la ‘afición’, spesso critica anche con la capienza del nuovo stadio. “Una volta che lo costruisci da zero, devi farlo almeno di 80, 90mila posti”, si sente spesso nei bar colchoneros più ostinati. E pensare che da noi c’è chi dice che gli stadi da 20mila posti siano il futuro.