Napoli, ‘Che Fine Ha Fatto’: Inacio Pià nomade verdeoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:11

Andiamo a ripercorrere la carriera dell’attaccante brasiliano fresco di ritiro

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CALCIOMERCATO NAPOLI PIA' / Il calciomercato mischia le carte, stuzzica la fantasia e soprattutto rende del tutto imprevedibile il destino di alcuni calciatori. Veri e propri nomadi in cerca di fissa dimora, il cui destino rimane un'incognita in cerca di una risposta defintiva. È questo il caso, ad esempio, del brasiliano Inacio Pià. L'attaccante verdeoro, classe 1982, nato ad Ibitinga, ha girovagato per tutta Italia, e non solo, prima del ritiro dal calcio giocato ufficializzato appena una manciata di giorni fa. Eppure nel corso della sua carriera una tappa, più di tutte le altre, lo aveva conquistato. Si tratta di Napoli, città del mare, del sole e della gioia allo stato puro che si sposa alla perfezione con le caratteristiche di Pià, il quale solamente un paio di giorni fa aveva esaltato proprio l'operato del Napoli. Un vero e proprio viaggio per l'Italia quello del 35enne brasiliano, che ha percorso in lungo e in largo tutto lo stivale calcistico. 

Da nord a sud senza meta: la carriera di Inacio Pià

Inacio Pià arriva in Italia all'età di 14 anni e cresce nel settore giovanile dell'Atalanta. Il classe '82 percorre tutta la trafila del settore giovanile, fino ad esordire in Serie A con la casacca orobica, nel dicembre del 2001. Il primo centro in massima serie invece arriva contro la Fiorentina il gennaio seguente, prima di mettersi in mostra in Coppa Italia, competizione nella quale timbra il cartellino anche contro la Juventus. Pià continua la sua crescita a Bergamo senza trovare troppo spazio. La dirigenza nerazzurra lo spedisce quindi in prestito ad Ascoli. In bianconero diventa capocannoniere stagionale del club marchigiano, siglando 13 reti. Un buon bottino raccolto in Serie B che consente a Pià di rigiocarsi tutte le sue carte nuovamente in nerazzurro. Una sola rete – in Coppa Italia – in appena 14 apparizioni è un bottino troppo scarno. Nel gennaio 2005 Pià diventa infatti protagonista delle news Napoli di mercato, andando a puntellare la primissima formazione di De Laurentiis in cerca di una promozione in Serie B che però non arriverà. Il brasiliano si integra bene con città e compagni e con 7 reti stagionali diventa uno dei protagonisti della cavalcata dalla C alla B dell'anno successivo. Pià viene quindi confermato anche nel campionato cadetto e contribuisce, seppur con una presenza marginale, alla promozione anche in Serie A. I partenopei però non credono in lui per il salto in massima serie e lo spediscono in prestito in B a Treviso. Dopo un buon inizio Pià tenta nuovamente il salto in Serie A, andando in prestito a Catania dove ottiene una salvezza. Ultimata la toccata e fuga in terra etnea, il brasiliano viene inserito nuovamente nell'organico del Napoli per l'annata 2008/09. Ad agosto esordisce in Coppa UEFA siglando ben tre reti tra andata e ritorno contro il Vllaznia, prima di ritornare utile alla causa azzurra proprio nelle battute conclusive del campionato. Tra aprile e maggio l'ex atalantino esplode trovando ben 4 reti nelle ultime giornate di campionato. Così facendo Pià entra nella storia del club azzurro come primo calciatore ad aver giocato e segnato con indosso la casacca del Napoli, in Serie A, B, C ed anche Coppa UEFA. L'exploit di fine torneo gli vale la riconferma ma le sole due presenze dei primi mesi spingono il Napoli alla cessione definitiva al Torino

Da questo momento il brasiliano diventa un vero e proprio nomade, cambiando squadre e campionati con altissima frequenza. Sei mesi a Torino, poi un anno a Portogruaro ed infine uno al Pergocrema prima di trasferirsi in quel di Lecce. Una lenta discesa fino al ritorno in Lega Pro con la casacca dei giallorossi. In terra pugliese ritrova l'ex compagno Bogliacino, ma i risultati lasciano a desiderare. La promozione non arriva e Pià è nuovamente costretto a trasferirsi. Nell'agosto 2013 infatti, l'ex napoletano vola in Grecia, dove ad attenderlo c'è il Larissa. La sua avventura al di fuori del confine dura appena sei mesi, il tempo di rescindere il contratto che lo legava agli ellenici. In Italia riparte da L'Aquila prima di scendere in Serie D con il Taranto. Nel dicembre 2014 arriva uno spiraglio di luce in una carriera che si avviava verso la fine. Porta il nome di Darfo Boario, club di Eccellenza con il quale ritrova standard di rendimento elevati. Il rilancio gli consente di riprovare da piazze più affermate come Varese, ma la magia sembra terminata. Dopo una brevissima parentesi alla Pro Patria torna al Darfo Boario, prima di trasferirsi all'Adrense, in Eccellenza. Proprio qui il brasiliano cresciuto a Bergamo chiude ufficialmente la sua carriera nel mondo del calcio. Domenica scorsa, infatti, Pià ha giocato la sua ultima partita di una carriera che ha visto nelle 23 reti complessive di Napoli il suo punto più alto