Importantissima partita domani sera tra bianconeri e rossoneri. L'allenatore affronta la conferenza stampa della vigilia
JUVENTUS MILAN CONTE CONFERENZA STAMPA / TORINO – Antonio Conte prepara Juventus–Milan. L'allenatore bianconero è intervenuto nella consueta conferenza stampa della vigilia.
IL PIU' FORTE – “Ha ragione Galliani: il Milan è forte come la Juve. Ma non sempre vincono i più forti. Negli ultimi due anni non è capitato ai rossoneri di vincere”.
CHIELLINI – “Si è allenato ed è a disposizione, sta bene. Siamo sereni perché abbiamo anche Peluso e Caceres. Certo, se sta bene Giorgio è difficile privarsene”.
FORMAZIONE – “Manca un allenamento, quello di questo pomeriggio. Quanto fatto a Roma con la Lazio non ha stravolto i concetti: il nostro gioco è rimasto lo stesso. Lì ho potuto schierare tutti e quattro i centrocampisti. Era l'unico sistema possibile per farlo”.
PIRLO – “Sono contento dei complimenti da parte di Pirlo. Quando dice che a volte mi arrabbio anche quando vinciamo è la pura verità: un allenatore deve distinguere vittorie convincenti e costruttive da quelle fortunate. Se l'allenatore fosse felice in questi casi, farebbe il male della squadra, preparandola a una prossima sconfitta. Se tiro bottigliette? E' capitato. Devo migliorare la mira però, perché fin qui non ho colpito nessuno (sorride, ndr). Sono situazioni studiate per alzare la concentrazione: niente è lasciato al caso”.
4-2-4 – “Dovremmo stravolgere la rosa per questo modulo. Non conta quante punte impieghi, ma quanti giocatori mandi nella fase offensiva”.
ANDATA – “Il Milan vinse con un episodio discusso, sorprendendoci e mettendoci sotto con una grande prova. Noi ci svegliammo troppo tardi per riparare al danno, e la sconfitta fu meritata. Quella partita diede il la alla rinascita rossonera in questo campionato”.
GIOVANI – “Dicono che bisogna essere coraggiosi per puntare sui giovani, ma io chiedo: per quale motivo? Io punto su un giovane se è bravo. Si dice che in Italia non ci sia pazienza: io ho debuttato in Serie A a 16 anni, quindi sono l'ultimo a pensarla così. Non conta l'età anagrafica, ma capire se ci sono potenzialità forti. El Shaarawy ha dimostrato di essere molto forte, può diventare un top. Stesso discorso per Pogba“.




















