Atalanta
Bologna
Cagliari
Como
Fiorentina
Genoa
Inter
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Parma
Roma
Torino
Udinese
Verona

Italia, Prandelli: “Giovani? I tempi sono cambiati. Porte aperte a tutti”. E su El Shaarawy e Marchetti…

Il commissario tecnico della Nazionale italiana ha parlato dell'attaccante del Milan e delle prospettive della selezione azzurra, sempre piu' giovane…

ITALIA PRANDELLI EL SHAARAWY / VICENZA – Cesare Prandelli ha sposato la linea verde. Con soddisfazione. I giovani atleti azzurri infatti, si stanno mettendo in luce in questo avvio di stagione con ottime prestazioni: “I tempi sono cambiati: una volta in Nazionale venivano schierati i giocatori con maggiore esperienza. Adesso invece è la Nazionale che fa fare esperienza ai giovan – ha sottolineato il ct dell'Italia, ospite al Gran Galà del calcio triveneto a Vicenza -. A nessun giocatore la Nazionale è preclusa. In ogni giornata di campionato ci sono calciatori che si mettono in mostra e noi dello staff tecnico teniamo conto di tutte le prestazioni. In amichevole lanciamo i giovan mentre le partite di qualificazione dobbiamo vincerle perché la qualificazione ai Mondiali 2014 rappresentano una priorità. Ci piacerebbe vincere tutte le partite – ha proseguito l'ex allenatore della Fiorentina – ma forse è meglio perderne qualcuna per responsabilizzare i giovani e fargli fare esperienza affinché possano crescere. Dobbiamo darci degli obiettivi ma anche pensare in prospettiva al futuro della Nazionale”.

FIORENTINA – Una battuta Prandelli l'ha dedicata alla sua ex squadra: “Faccio fatica a parlare dei singoli club in quanto non voglio disturbare nessuno ma posso dire che la Fiorentina è la squadra rivelazione del torneo e può andare lontano”.

IL FARANONE – Pensiero poi per  Stephan El Shaarawy: “Ho già speso tante parole per questo ragazzo di soli vent'anni che sta tenendo su il Milan. Se riesce a farlo vuol dire che ha tanta qualità. Fra l'altro, è cresciuto proprio da queste parti a Padova e questo dimostra che il Veneto può essere ancora un punto di riferimento come terra di grande professionalità. Qui ho allenato Venezia e Verona, per questo so bene quello che si può fare”.

CODICE ETICO – “Il codice etico era un passo obbligato. Come Nazionale dovevamo dare l'esempio di premiare oltre alla bravura, anche le doti morali. Tutti i giocatori hanno condiviso questa scelta e hanno firmato consapevoli che si tratta di una scelta giusta. Per questo proseguiremo su questa strada anche in futuro. De Rossi? Anche lui non ha detto niente”.

MARCHETTI – “È un portiere che teniamo d'occhio e posso assicurare che non è mai stato escluso dalla Nazionale. Ma noi in questo momento abbiamo quattro portieri importanti che sono Buffon, Sirigu, De Santis e Viviano. Ovviamente li ho citati in ordine casuale. Per le gerarchie future non possiamo esprimerci ora, quindi terremo tutti in considerazione e poi vedremo alla fine quali scelte fare. Ovviamente terremo d'occhio anche l'estremo difensore della Lazio“.

Gestione cookie