L'ex difensore dell'Inter e' protagonista del nostro appuntamento settimanale
PROMESSE NON MANTENUTE INTER GONZALO SORONDO / ROMA – Le rose voluminose, che hanno contrassegnato gli anni a cavallo del millennio, hanno alzato, di molto, il numero di quei possibili calciatori che, senza grossi sforzi, ti fanno pensare: ma cosa ci sono venuti a fare in Italia? E' capitato a tutti i migliori addetti ai lavori di prendere abbagli. Il calcio, purtroppo, non è analitico o scientifico. Ci sono componenti imprevedibili che minano la possibile crescita di un giocatore, fino a farlo ricordare come un talento mai esploso. Una strada seguita anche da Gonzalo Sorondo.
CHI E' – Gonzalo Sorondo nasce il 9 ottobre 1979 a Montevideo, capitale dell'Uruguay. Nel centro più importante del Paese, inizia ad appassionarsi al calcio. Persegue la sua passione, iniziando dalle giovanili del Defensor Sporting. Gli inizi nelle selezioni di categoria del club danno ottime risposte sul piano del talento. Sorondo fa strada in fretta: nel 1998 debutta in prima squadra, continuando il processo di maturazione sui campi del massimo torneo professionistico uruguaiano. Cresciuto come difensore centrale, va detto che Sorondo ha avuto, in passato, un primo approccio da attaccante. Nei calci piazzati, memore degli inizi in veste da goleador, si proietta costantemente in avanti, mettendo nel sacco anche qualche gol.
A 20 anni, stupiva per personalità e intelligenza tattica. Già nel giro della nazionale maggiore, viene reclamizzato in Europa in seguito alla partita di qualificazione ai Mondiali tra Uruguay e Brasile, nella quale Sorondo fermò brillantemente un certo Romario.
Si scatena il toto-acquisto. L'Inter precede tutti, pure il Real Madrid che aveva già preso contatti con il club. Massimo Moratti sborsa 18 miliardi di lire. Una somma che, tuttavia, finì nella voce “perdite” del bilancio annuale.
A MILANO – Giunto in Lombardia nell'estate del 2001, Sorondo è uno dei “nuovi” al servizio dell'Inter di Hector Cuper, appena messo sotto contratto dopo la stagione tribolata, a dir poco, segnata dall'avvicendamento Lippi–Tardelli. Il tecnico argentino aveva chiesto, in prima persona, l'acquisto del difensore uruguaiano. Una volontà, poi rimpianta, durante la prima annata che non inizia sotto un buon segno: Sorondo si dimostra impacciato sul campo e lontano dai canoni del suo predecessore, monsieur Laurent Blanc. Le apparizioni contro Brescia, Chievo e Piacenza su tutte, gettano nello sconforto tifosi e vertici interisti, i quali capiscono subito che è stato fatto l'ennesimo buco nell'acqua. L'annata, terminata con la clamorosa sconfitta del 5 maggio, mette sulla graticola anche Sorondo. L'uruguaiano sopravvive, tuttavia, all'estate a dir poco turbolenta. Tale scelta non è frutto di una vera e propria conferma, di una fiducia nelle sue potenzialità, bensì di una banale mancanza di acquirenti. Nella seconda stagione (2002-2003) viene messo ai margini della squadra. Solo panchine, zero minuti in campo. Il tempo di cambiare giunge inesorabile nell'estate 2003: Sorondo termina la sua avventura in Italia, iniziando il suo periodo in prestito.
IN GIRO PER EUROPA E MONDO – Si rimette in gioco allo Standard Liegi. Nella compagine belga, trova nuova linfa e altrettante motivazioni. Nell'annata con i bianco-rossi, disputa 23 gare andando a segno due volte. Un discreto bottino che, tuttavia, non gli riapre le porte dell'Inter. I dirigenti nerazzurri lo smistano, in seguito, in Inghilterra, precisamente al Crystal Palace. Sebbene la stagione appaia meno brillante di quella precedente, Sorondo viene mandato in campo in ben 20 occasioni. Oltremanica ritorna nella stagione 2005-2006: il Charlton chiede il prestito all'Inter. L'annata non è delle più fortunate. Infortuni e scelte tecniche lo costringono a star fuori dal campo praticamente fino al termine della stagione. Proprio in chiusura di campionato, disputa sei gare consecutive.
Chiusasi definitivamente la parentesi contrattuale con l'Inter, Sorondo è libero di accasarsi dove vuole. Il Charlton dimostra di avere fiducia in lui, ma fino a un certo punto. Gli inglesi lo mettono sotto contratto, salvo poi girarlo all'ex club uruguaiano, il Defensor Sporting, nel quale resta solo per pochi mesi prima di ottenere un nuovo solido contratto con l'Internacional di Porto Alegre. In Brasile, riesce a stabilirsi una volta per tutte. Il quadriennio 2007-2011 è tutto sommato positivo.
Conclusosi il contratto, l'anno passato, Sorondo è ancora in cerca di squadra. A 33 anni, dopo diversi mesi da svincolato, non è escluso che possa appendere gli scarpini al chiodo da un momento all'altro.




















