Il compagno di Ludmilla Radchenko si confessa a 360 gradi
ROMA – Caro Matteo, a noi della Redazione di Direttanews fa molto piacere che tu abbia accettato questa intervista. A 18 anni ti sei diplomato come disegnatore orafo, ma nel corso degli anni hai lavorato come pittore, cameriere e modello: se potessi tornare indietro nel tempo c’è qualcosa che non rifaresti o di cui ti sei pentito?
Siete matti? Nulla! Ho iniziato come cameriere per sbarcare il lunario e al lavoro ci andavo spesso a piedi: la mia Alfa 33 era sempre dal meccanico ed io non avevo mai i soldi per farla aggiustare! Ho fatto molte cose nella mia vita e ogni scelta è stata presa per far fronte ad un’esigenza. Nessun pentimento, solo una sottile malinconia per non poter più rivivere quegli anni. Anzi, forse a pensarci bene un piccolo pentimento c'è: nei sette anni che ho lavorato come modello sono stato molte volte all'estero ma non quante avrei potuto. Allora mi feci condizionare dal dio denaro e l'idea di mollare tutti i miei contatti lavorativi italiani per andare a cercar fortuna in altri stati mi sembrava illogica. Peccato, viaggiare e vivere altri paesi è quasi sempre un’ottima occasione per sviluppare il proprio spettro visivo. Ma come si dice: “Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
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