Dai penalty concessi a rossoneri e giallorossi contro Atalanta e Parma a quello negato al Verona contro i lariani: la moviola di Serie A
In attesa del posticipo tra Napoli e Bologna, la 36esima giornata di Serie A ha già regalato tanti episodi da moviola. Nel posticipo tra Milan e Atalanta, rischiosa l’entrata di Leao su Scalvini: l’attaccante portoghese se la cava con il giallo. I rossoneri riaprono la partita con un rigore trasformato da Nkunku, per il fallo commesso da De Roon.
Vero è che il francese allarga un po’ il piede per cercare il contatto, ma Zufferli punisce l’olandese che non tocca il pallone ed entra nello spazio di corsa di Nkunku. Subito dopo chiesto un secondo penalty per un tocco di mano di Hien dopo un rimpallo: si tratterebbe di pallone inaspettato, ma in ogni caso l’impatto è sul petto e non sul braccio.

Tante polemiche in Parma-Roma. I primi a protestare sono i giallorossi per il contatto tra Valenti e Mancini, che riesce a mettere il suo piede davanti a quello dell’avversario prima che lo calci. Per Chiffi e il Var, l’impatto è contemporaneo su palla e avversario, quindi regolare. Lo stesso Mancini da terra offre l’assist per il gol di Rensch: se c’è tocco di mano è involontario: gol convalidato. Ci vuole l’On Field Review per il rigore del 3-2: dopo le iniziali trattenute reciproche, è Britschgi a tirare giù Rensch che aveva preso vantaggio.
Il Verona chiede tre rigori nella stessa azione contro il Como: primo tocco di mano di Diego Carlos non punibile perché dentro la figura sul colpo di testa di Valentini. Il secondo molto più dubbio perché il braccio è largo, ma soprattutto c’è una vista trattenuta su Edmundsson che andava punita.
Nota a margine su Cagliari-Udinese e il presunto insulto razzista di Dossena a Davis non sentito dalla squadra arbitrale. Se captato dal commissario di campo o dal delegato della Procura Federale, scatterà la squalifica per un minimo di 10 giornate.




















