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LE PAGELLE SCUDETTO DELL’INTER: Calhanoglu e Lautaro trascinatori, Thuram insufficiente. Sorpresa Zielinski, Luis Henrique non all’altezza

Dimarco re degli assist, Sommer disastroso. Chivu gestore perfetto, ha rianimato un gruppo dato per morto dopo la finale Champions col PSG

L’Inter è aritmeticamente Campione d’Italia grazie al successo casalingo, ma sarebbe bastato anche un pareggio, contro il Parma (reti di Thuram e Mkhitaryan) nel match valevole per la 35esima giornata di Serie A. Si tratta del ventunesimo Scudetto della storia dei nerazzurri, il secondo in tre anni.

Grafica pagelle Scudetto Inter
Da Lautaro e Calhanoglu a Chivu, Thuram e Dimarco: le Pagelle Scudetto dell’Inter (AnsaFoto/AI) – Calciomercato.it

Le Pagelle Scudetto dell’Inter

  • FLOP Sommer 4 – Un mezzo, per non dire un disastro intero. In versione Handanovic pre-ritiro. Più di qualche punto l’Inter lo ha perso a causa sua.
  • Martinez 6,5 – Quello rarissime volte che è stato chiamato in causa, ha sempre risposto presente. Sembrava un sicuro partente, invece ha qualche chance di rimanere all’Inter prendendosi i galloni di titolare.
  • Di Gennaro s.v.
  • Dumfries 6,5 – La caviglia ko lo ha tenuto a lungo per tre mesi, inficiando non poco su quella che potrebbe essere stata la sua ultima stagione in nerazzurro. Così e così quando è rientrato, la sua assenza è stata più pesante della sua presenza. Imparagonabile col Dumfries dell’anno passato.
  • FLOP Luis Henrique 5 – Se ha fatto rimpiangere Dumfries? Sì, tanto. È un discreto calciatore, stop. Probabilmente non un esterno, sicuramente non da Inter.
  • Darmian s.v.
  • Bisseck 7 – Ha iniziato nelle retrovie, poi si è preso con merito la maglia da titolare. Si porta dietro ancora qualche dormita di troppo, ma con lui la difesa acquisisce vigore e maggiore coraggio.
  • Akanji 7,5 – Il miglior affare dello scorso mercato estivo. Un muro nella prima metà della stagione, poi qualche uscita a vuoto che, però, non ha scalfito nulla. Con lo Scudetto scatta l’obbligo di riscatto: ora è un giocatore dell’Inter a tutti gli effetti.
  • Bastoni 5,5 – Sono e gli sono successe troppe cose (che tutti conosciamo) in questa stagione, la peggiore da quando è all’Inter. E chissà, anche l’ultima visto che la tentazione Barcellona è irresistibile. Un delitto svenderlo.
  • Acerbi 6 – Ha fatto il massimo possibile considerata l’età. Merita l’ovazione per quel che ha dato all’Inter, anche solo in termini di emozioni (la rete al Barcellona resterà nella storia) in questi quattro anni.
  • De Vrij 6 – Professionista esemplare fino all’ultimo. A meno di un rinnovo, qualche chance ancora c’è, andrà via dopo aver vinto tre Scudetti in otto anni. Mica male…
  • TOP Dimarco 8 – Il Re degli assist. Copiamo la Lega Serie A: “Mai nessuno come lui”. Quanta qualità il quel piede mancino, è uno dei calciatori copertina del ventunesimo.
  • Carlos Augusto 7 – Con lui si va sempre sul sicuro. Una garanzia. Meriterebbe più spazio, ma davanti a lui ha Dimarco e Bastoni che sono di un’altra categoria.

  • TOP Calhanoglu 9 – Tre mesi fuori tra un infortunio e un altro, eppure nel momento clou c’è stato ed è stato il più determinante di tutti. Prestazioni e gol pesantissimi, è il simbolo di questo Scudetto.
  • Barella 6,5 – Lo ha ammesso anche lui che questa non è stata un’annata felice dal punto di vista personale. È tra quelli che dà sempre tutto, anche più del 100%, ma in questa stagione – al di là delle ultime ottime partite – è stato decisamente sotto i suoi standard.
  • TOP Zielinski 7,5 – L’autentica sorpresa della stagione. Da flop ormai indesiderato a top e titolare fisso della squadra Campione d’Italia: messi da parte i guai fisici, il polacco è tornato ai suoi livelli con un pizzico di maturità in più. Bello da vedere, il pallone è roba sua.
  • Mkhitaryan 6,5 – Nemmeno a 20 anni eravamo in forma come lo è lui a 37. L’armeno non viaggia più come un treno, ma si è messo sempre al servizio della squadra. Un campione con la C maiuscola.
  • Sucic 6,5 – Indiscutibile dal punto di vista tecnico, anche se deve trovare ancora una chiara collocazione tattica. La mano rotta lo ha un po’ condizionato, ma è evidente come gli manchi ancora quel carattere e quella continuità necessari per diventare un elemento più importante per la squadra. L’età e l’ambiente sono dalla sua parte.
  • FLOP Frattesi 4 – Una comparsa, un fantasma. Menomale, anzitutto per lui, che è finita.
  • Diouf 5,5 – Un centrocampista che ha giocato sempre da esterno. Gli conviene farsi qualche domanda, ma in realtà una domanda andrebbe fatta anche ad Ausilio: perché è stato preso? Il francese ha giocato comunque troppo poco per dare un giudizio definitivo.

  • TOP Lautaro Martinez 8 – Un trascinatore come sempre, dentro e fuori dal campo perché anche l’atteggiamento e i comportamenti fanno la differenza. Terzo Scudetto con l’Inter e, probabilmente, per la seconda volta miglior marcatore della Serie A. E pensare che questa, causa infortuni, non è stata la sua stagione top in nerazzurro.
  • Thuram 5,5 – È vero che nelle ultime partite è rifiorito, segnando pure gol importantissimi, ma nel complesso la sua stagione è insufficiente. 4/5 mesi di nulla non si possono nascondere sotto al tappeto.
  • Pio Esposito 7 – Gol anche pesanti, cioè da tre punti, nella sua prima annata in Serie A e all’Inter, dunque ad altissimi livelli. Meglio di così, impossibile… Non è il nuovo Harry Kane, ma ce lo terremmo stretto.
  • Bonny 6 – Inizio alla grande, inizio illusorio. Nei mesi successivi si è perso e ha perso posizione nelle gerarchie di Chivu, retrocedendo da terza a quarta punta. Deve ricordarsi che l’Inter, più in generale un grande club, non è roba per tutti. La sufficienza, seppur risicata, è giusto dargliela.
  • All.Chivu 8 – Scudetto al primo colpo, con una squadra data per finita dopo Monaco. Il romeno ha gestito in maniera esemplare il gruppo: gli ha ridato vita e quelle motivazioni che potevano essersi smarrite. Un gestore eccezionale di uomini e spogliatoio sopravvissuto a  una centrifuga che ha fatto vittime più illustre di lui. Ha il tempo per diventare anche un grande allenatore, nel vero senso della parola.
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