La telefonata in questione sarebbe quella alla base del reato di frode sportiva in concorso contestata al designatore e al supervisore Var Gervasoni
Nell’inchiesta Rocchi, che rischia di terremotare il calcio italiano, emerge il nome di un dirigente dell’Inter. Nello specifico quello di Giorgio Schenone, Club Referee Manager del club nerazzurro: in sostanza l’addetto agli arbitri.

Il Club Referee Manager è una figura dirigenziale moderna, anche se già in essere da diversi anni, che si occupa di tutto ciò che è inerente gli arbitri: dalle regole del gioco al comportamento dei tesserati in campo e negli spogliatoi, fino dell’accoglienza dei fischietti all’interno dello stadio.
Non gli è consentito avere contatti diretti col designatore e al momento ciò non sarebbe agli atti. Sicuramente Schenone conosce molto bene Rocchi: è stato un suo collega e fece parte della squadra arbitrale – in qualità di assistente – dell’ultima gara (Juve-Roma dell’1 agosto 2020) diretta in Serie A dall’ex arbitro fiorentino.
L’intercettazione telefonica che porta alla luce stamane ‘La Repubblica’, tuttavia, vede protagonisti Rocchi e un altro esponente del mondo arbitrale in cui si cita il nome di Schenone, il quale non è iscritto nel registro degli indagati.
Essa risale al 2 aprile 2025, ovvero al giorno in cui secondo il Pm Ascione in una riunione a San Siro lo stesso Rocchi avrebbe programmato di schermare lo ‘sgradito’ Doveri per designare invece il ‘gradito’ Colombo nelle partite dell’Inter nella corsa scudetto in campionato e in Coppa Italia. A onor di cronaca, va detto che Doveri fu poi designato per Parma-Inter che si disputà al ‘Tardini’ appena quattro giorni più tardi.
La telefonata in questione sarebbe quella alla base del reato di frode sportiva in concorso contestata a Rocchi e al supervisore Var Gervasoni, quest’ultimo ascoltato ieri dalla Procura di Milano.




















