Intervista in esclusiva a Daniele Portanova che ha commentato la condanna confermata in Appello a suo figlio Manolo per violenza sessuale.

Daniele Portanova ha parlato ai microfoni di Calciomercato.it per dire la sua riguardo la condanna del figlio Manolo, con la corte di Appello di Firenze che ha confermato i sei anni nei confronti del giocatore della Reggiana: “Stiamo affrontando un processo penale, abbiamo sempre mantenuto un profilo basso, ma il mondo non va così, è mediatico, soprattutto quando si tratta di una persona famosa. L’informazione condiziona molto, condiziona il popolo e la voce del popolo condiziona i giudici. Noi ci siamo trovati di fronte a un foglio bianco e dal Palazzo di Giustizia dicono che questo foglio è rosso”.
L’ex difensore di Siena, Genoa e Bologna ha proseguito: “Noi abbiamo presentato 30 prove di innocenza, ma questo non lo dico io, sono prove che sono state prese dal telefono della ragazza. Il fascicolo è stato fatto vedere a 50 professionisti, tra giudici e avvocati e tutti ci hanno detto che sarebbe stato impossibile condannarlo. Il ragionevole dubbio è morto. O siamo stati sfortunati con i giudici che abbiamo incontrato o c’è qualcosa che non va”.
Condanna Manolo Portanova, il papà Daniele vuole giustizia
Il papà di Manolo ci ha tenuto a precisare come Manolo avrebbe voluto anche un confronto con la controparte, ma non è mai arrivato l’ok.
“Qui c’è un’ingiustizia e io devo andare avanti. Ho solamente i social dalla mia. Avremmo voluto un confronto con la controparte – ha proseguito l’ex difensore – ma non c’è stata concessa. Se sei dalla parte della verità non hai paura. Cosa dovrei fare? Rimanere in silenzio mentre stanno rovinando la vita a mio figlio?”.

Il padre di Manolo ha parlato poi della questione dal punto di vista calcistico: “Mi sarei aspettato una convocazione dalla Federazione, quanto meno per fare chiarezza e leggere gli atti, ma così non è stato”.
Sul momento di Manolo, Daniele Portanova ha proseguito: “Sono orgoglioso di mio figlio che sta vivendo come deve vivere un uomo con la coscienza pulita, molto più forte rispetto a tutto quello che gli sta accadendo intorno. La sua carriera? Lui va avanti e dice ‘perché dovrei smettere se non ho fatto niente'”.




















