Il francese si è rilanciato trascinando l’Inter contro Roma e Como. Il punto sul suo futuro
Per fortuna le società serie non vivono sulle montagne russe come la stampa mainstream vuole farci credere. Emblematica la vicenda Bastoni: un giorno cedibile per soli 50 milioni, l’altro per non meno di 70-80. L’altro ancora di nuovo per 50. Oscillazioni manco fossimo a Wall Street, peraltro partorite dello stesso giornale. Non sapere nulla facendo credere di sapere tutto.
Stessa solfa con Thuram: fino alla Roma un reietto, “l’Inter vuole disfarsene”. Poi il francese si è rilanciato in centottanta minuti, risorgendo dopo mesi e mesi di zero assoluto, e tutto si è ribaltato.

Ora per la stessa stampa mainstream Thuram è incedibile o quasi. Addirittura un perno del nuovo prossimo progetto tattico di Chivu. Che mal di testa… La verità non l’abbiamo in tasca, ma grossomodo è questa qui: il numero 9 dell’Inter non era una zavorra da vendere, anzi svendere al primo offerente prima e non è l’intoccabile che vogliono spacciarci adesso.
Semplicemente, l’Inter ascolterà/ascolterebbe eventuali proposte qualora dovessero arrivare. Vale per ogni singolo calciatore. Senza aspettarsene ad altezza clausola (82/85 milioni), perché il figlio d’arte va per i 29 anni e, ultimi acuti a parte, non viene da una stagione, o meglio da due esaltanti. Certo, se poi al Mondiale dovesse fare sfraceli allora lo scenario potrebbe mutare.
Di sicuro oggi non c’è la fila, anche perché a livello internazionale – fatta eccezione per qualche partita – non ha mai lasciato un segno indelebile. A nostro avviso l’Inter valuterebbe prenderebbe in considerazione pure offerte sui 40/50 milioni, tutta plusvalenza e tenuto conto che non sarebbe semplice rinnovare un contratto in scadenza nel 2028 che prevede già un ingaggio pesante da 6 milioni netti. Thuram ne vorrebbe di più, mica di meno…




















