Le parole del presidente dell’Inter all’indomani del pareggio in casa della Fiorentina
“L’episodio di Pongracic? Tanti opinionisti e varisti hanno acclarato che era rigore. Non facciamo le vittime, ma ci deve essere uniformità”. Così Marotta in Lega sull’episodio più discusso della gara con la Fiorentina terminata 1-1, un risultato che ha ufficializzato la crisi della sua Inter e alimentato ulteriormente le speranze Scudetto delle inseguitrici Milan e Napoli.

“Siamo in una situazione di involuzione – ha evidenziato il presidente nerazzurro come raccolto dal nostro inviato – legata forse agli infortuni e alla stanchezza per un insieme di partite. Però questa è una caratteristica che riscontro anche negli avversari, per cui non sono in questa sede per cercare alibi, bensì per dire che ce la giocheremo fino in fondo”.
🗣️ #Marotta: “L’episodio di Pongracic? Tanti opinionisti e varisti hanno acclarato che era rigore. Non facciamo le vittime, ma ci deve essere uniformità. Non cerchiamo alibi: alla fine dell’anno favori e torti si equivalgono. Corsa scudetto? Siamo in difficoltà, però abbiamo 6… pic.twitter.com/mJ1J1P6N1J
— calciomercato.it (@calciomercatoit) March 23, 2026
Sul nuovo errore arbitrale, il braccio di Pongracic non sanzionato col penalty, ai danni dell’Inter, Beppe Marotta risponde così: “Non facciamo le vittime, tuttavia dico che debba esserci una uniformità di valutazioni. A mio avviso il protocollo non viene utilizzato in modo omogeneo e certi episodi vengono interpretati in modo troppo soggettivo. Sicuramente l’anno prossimo mi aspetto che si arrivi a un tipo di arbitraggio uniforme”.
In conclusione Marotta chiede ai giocatori e allo stesso Chivu di dare qualcosa in più in questo rush finale di stagione. L’obiettivo è uno solo e rimane ancora alla portata, ovvero lo Scudetto: “I giocatori devono andare avanti sapendo che dietro l’angolo ci possa essere sempre un errore dell’arbitro. Pressione alta? La pressione esiste e l’allenatore e il giocatore moderno devono essere in grado di gestire queste difficoltà che fanno parte del lavoro”.




















