A inizio febbraio il turco ha prolungato con la Juve fino al 2030: lo stipendio è salito a circa 6 milioni a stagione bonus esclusi
Spalletti ci perdonerà se diciamo questo, del resto Calciomercato.it tutto deve essere tranne che la casa del politically correct. Se toglimo Yildiz alla Juve attuale, cosa resta? Alla Marzullo, fatta la domanda diamo anche la risposta: molto poco.

I disastri li hanno fatti Comolli e i suoi predecessori, ma Spalletti non può essere esente da colpe. La squadra avrà sì coraggio e finalmente una identità o qualcosa di simile, ma continua a prendere troppi gol: 17 nelle ultime 6 partite, una media di quasi tre a partita. Così non si va lontano, così non si va certo in Champions.
Non si va sicuro in Champions se la Juve non ritrova l’Yildiz pre-rinnovo. Intendiamoci, mica vogliamo dire che dopo la firma del prolungamento il turco ha perso stimoli e altre menate varie. Il perché è noto a tutti: il numero 10 bianconero convive con un problema al polpaccio.
Ha lavorato a parte, sta stringendo i denti.
Sta facendo, se vogliamo, anche più di quello che un comune calciatore farebbe da acciaccato. All’Olimpico con la Roma non ha sfigurato, il nostro Giorgio Musso gli ha dato un 6,5 tutto meritato in rapporto, per l’appunto, a quello che può dare adesso ai compagni.
Juve, per l’obiettivo Champions serve il miglior Yildiz

Un Yildiz in condizioni non eccelse, diciamo anche a mezzo servizio nel momento clou, decisivo della stagione è un qualcosa che non può far dormire sonni tranquilli i tifosi. Ma soprattutto Spalletti.
La Juve deve tornare a vincere già dalla prossima con lo spacciato Pisa. Fino alla sfida con l’Atalanta, quattro partite da non sbagliare. Obiettivo 12 punti, senz’altro più facile se Yildiz cominciasse a tornare sui suoi (altissimi) livelli.




















