L’ex centrocampista gioca in anticipo la sfida dello Stadium: “La Juve farà la partita. Nella Lazio mi stuzzica tanto un giocatore”
Dieci anni in maglia biancoceleste; squadra della quale è sempre stato tifoso e con la quale ha esordito in serie A, arrivando in Nazionale; poi due stagioni a Torino con la Juventus, nelle quali ha portato a casa uno scudetto e una Coppa Intercontinentale. Lionello Manfredonia è stata una bandiera della Lazio ed uno degli elementi di maggior affidabilità dei bianconeri, con i quali si è tolto più di una soddisfazione. “Sono state due esperienze diverse, ma altrettanto importanti”, ha detto in esclusiva ai nostri microfoni.

L’ex centrocampista ha vissuto stagioni importanti nella capitale: “Giocavo a calcio e sognavo di vestire la maglia della Lazio. Il sogno si è trasformato in realtà e sono stati dieci anni bellissimi. Alla Juve poi ho giocato per vincere e per crescere, in un ambiente completamente diverso. Sono state due stagioni indimenticabili”.
Juve e Lazio arrivano a questa sfida in una situazione completamente diversa…
“La Juve è lanciatissima, mentre la Lazio sta risentendo di tutti i problemi che si sono accumulati. Le partenze di alcuni calciatori forti, l’arrivo di giovani che devono ancora affermarsi, i problemi tra Lotito e la tifoseria”.
C’è qualcuno nella Lazio che la stuzzica?
“Mi incuriosisce molto Maldini. Lo seguivo da tempo e credo che tecnicamente sia un ottimo giocatore. Sono curioso di vedere come si integra negli schemi di Sarri. Può dare tanto ai biancocelesti, anche se deve crescere dal punto di vista caratteriale”.
E della Juventus?
“McKennie. Spalletti sta esaltando le doti. In passato non tutti i tecnici che si sono seduti sulla panchina bianconera sono riusciti a tirare fuori il meglio da lui. Ma con Spalletti le cose sono andate in modo diverso. E’ un centrocampista moderno, che si butta negli spazi e crea sempre pericoli. Mi piace moltissimo
Dopo il mercato bloccato, i primi risultati negativi, i problemi interni e ambientali, molti tifosi temevano che la Lazio potesse ritrovarsi in grossa difficoltà: come accadde alla vostra squadra che nel 1984, nonostante la presenza di grandi giocatori come lei, Giordano, Laudrup, D’Amico, retrocesse in serie B…
“Ma la situazione è imparagonabile. Noi non retrocedemmo né per problemi ambientali, né per il mercato. Noi abbiamo avuto tanti problemi societari e in campo perdemmo dei punti in modo assurdo. Oggi la situazione è completamente diversa”.
“Spalletti ha cambiato la Juve. Sarri ha fatto anche troppo…”
Cosa ne pensa di Spalletti e del lavoro che sta facendo alla Juve?
“Ha cambiato la Juve, riuscendo a tirare fuori da ogni giocatore il massimo. Si vede nel modo in cui la squadra gioca, con un’idea chiara. Forse se fosse arrivato prima…”
E Sarri invece?
“Sta lavorando in una situazione difficile. E’ stato un lavoro importante e nelle piazze calde in cui ha lavorato ha fatto benissimo: al Napoli, alla Juve, al Chelsea. Non credo che un altro tecnico sarebbe stato in grado di resistere in una situazione come quella attuale della Lazio. Per il materiale che ha, sta facendo anche troppo”.

Che gara si aspetta?
“Una Juve che farà la partita, cercando di tenere il pallino del gioco e provando a mettere in difficoltà la Lazio. Che cercherà di difendersi e di ripartire”.
L’obiettivo della Juve?
“Deve arrivare tra le prime quattro. Sarà una bella battaglia con Roma e Napoli secondo me. L’Inter e il Milan mi sembrano più continue: non sarà facile per i bianconeri, ma se troveranno continuità, possono arrivare fino in fondo. Per la lotta scudetto la vedo più dura”.
La Lazio deve puntare maggiormente sulla Coppa Italia?
“Il campionato non va mollato: ci sono tanti punti e può ancora rientrare in corsa per un discorso europeo. E poi c’è la Coppa Italia con il Bologna. Li deve giocarsi il tutto per tutto”.




















